Impossibilmente amata

“..quell’odio ha fatto perdere significato alla persona che è riuscita ad amare il mio essere impossibilmente amata…”

Inizio con questa bellissima frase una riflessione del mio blog. Queste parole prese da un ampio e magnifico contesto descrittivo di un’amore adolescenziale le ritengo davvero stupende. Sono tratte da un componimento che probabilmente mi fu dedicato. Un tentativo di sfogo esposto su facebook per me. Sono passati quasi due anni da quando la piccola scrittrice raccontò quello che più che una storia d’amore era una favola. Una principessa che rifletteva sul suo io, sui suoi errori e su quello che sentiva in cuore. Tra le tante bellissime parole ho scelto queste. A voi magari non diranno nulla, ma a me danno una profonda sensazione fatta di gioia e dolore. La mia piccola Francesca in quella nota esternava tutto l’amore per me, dall’inizio della nostra storia sino al giorno del componimento. Sono le più belle parole che un uomo come me possa sentirsi dire. Parole sincere e piene di emozioni. Ogni tanto mi richiedo dove è finita quella Francesca la. Quella Francesca che mi aveva fatto innamorare con la sua apparente ingenuità. Comunque, tornando alla frase, esplicitamente parla di quell’odio che, come sempre, si era imposta di provare. Cancellandomi e buttandomi non comprendendo le mie scelte. Un odio che, come sempre, aveva preso il posto dell’amore distruggendomi in un istante, con la consapevolezza che l’amore che ho provato per lei nessuno sarebbe riuscito mai a darle.

E ora… la speranza, irrazionale, di poter ancora leggere composizioni come quelle… Salvate in un file, ma soprattutto in un angolo del mio cuore.

ultimi 3 giorni…

Non so come iniziare questo intervento, ma ho una gran voglia di scrivere. Dopo tre sere consecutive passate a bere e “ballare” sento proprio il bisogno di scaricare un po’ di me stesso in queste poche righe. Sono da poco tornato a casa e per svariati motivi sono veramente stanco. Proprio per questa stanchezza non mi soffermerò su discorsi moralistici e non parlerò delle mie, talvolta singolari, visioni di vita. Voglio scrivere e basta! Scrivere mi fa star bene, libera la mia mente e le mie dita su questa tastiera corrono ininterrottamente narrando la mia prospettiva. Stasera, come nelle ultime due serate, ho bevuto un bel po’ abbandonando il mio corpo alla frivolezza delle illusioni del benessere. L’alcool modifica le nostre percezioni e accontenta il nostro io così come l’attività onirica seda il nostro subconscio. Sicuramente leva temporaneamente le nostre inibizioni e ci rende capaci di cose che nella nostra normalità non faremmo, ma restano sempre futili tentativi di realizzarci, di sentirci vivi. L’effetto prima o poi svanisce e le sensazioni, i problemi ed i nostri tormenti interiori restano sempre gli stessi… Ammetto, avversamente a quanto detto, che come necessitiamo di sognare per appagare i nostri desideri più profondi, abbiamo anche bisogno di sfogare la nostra indole ad occhi aperti.

uomo solo

“L’uomo veramente solo non è quello che vive nella solitudine, ma colui che non sa assaporare quel che la vita da”

Eh si… assaporare tutto! Assaporare stati contrapposti come gioia e dolore e sentirsi ancora vivi! Vivi e basta! Preferisco soffrire, se quel che cagiona la mia sofferenza è stata una gran gioia! Vivere giorno dopo giorno spalancando gli occhi e riflettendo sulla nostra fortuna: la fortuna di essere vivi. Respirare, osservare le nuvole su di un cielo blu, sentire una brezza che accarezza la tua pelle come sfiora le foglie di un albero… Vivere! La solitudine ti fa apprezzare maggiormente ciò che la vita da, ti insegna a gioire nell’essere vivo e non ti lascia mai solo. Povera è invece la persona che non apre gli occhi, che non sa udire o odorare… che è ammaliato da finte sensazioni ma che alla fine della giornata lo rendono realmente solo.

Felicità: un'opera sempre in costruzione

L’una e cinque di un’altra caldissima notte di questo luglio. Luglio ormai morente  che mi prospetta un agosto di spensieratezza e relax. Mancano infatti meno di 10 giorni alle ferie che, quest’anno, desidero più di ogni altra cosa. Vacanze da trascorrere nella mia isoletta e non in quelle tanto ambite località turistiche dove i miei coetanei cercano di appagare la propria indole materialista e superficiale. Con i miei genitori, con i miei amici e con il mio tanto amato mare! Ormai anche le vacanze, invernali o estive, sono per i giovani d’oggi un prezioso da sfoggiare, assieme a foto dei loro fisici palestrati, abbronzati e perfetti! Eh si, oramai si è persa la concezione delle vera bellezza della vita! In questi giorni, per l’appunto, sono stato quasi definito uno “sfigato” perchè vivo in una dimensione ristretta, non fatta di cose futili. Cose che ci ingannano sulla realtà della felicità, cose che ci rendono un secondo felici ma che poi ci lasciano vuoti. La felicità è un’opera in continua costruzione, è un qualcosa che ognuno di noi deve ricercare dentro di sè! Non si concretizza nell’uscire tutte le sere, nel ricercare locali sempre nuovi, nel bere o drogarsi! Anche quattro chiacchere sanno renderci felici… Non voglio fare il buon samaritano o il patetico, ma la vita ci ha dato un corpo ed un’anima affinchè possiamo gioire dei frutti che questi ci danno. L’amore ci riempie di gioia, ci separa dalla realtà! Riesce a trasmetterci sensazioni che nessun psicofarmaco potrebbe illuderci di provare. L’amore fatto di sesso e tenerezza, di passione e coccole, di gioco e… Io non ho bisogno di essere triste per sentirmi vivo, ma di amare! Utilizzo tale concetto poichè anche questo m’è stato rinfacciato! Rinfacciato da una persona che, aimè, ha sofferto più del doppio di me e che, forse, mai più recupererà tutto se stesso. Io non potrei mai vivere senza l’amore! L’amore è per me l’ossigeno della mia esistenza! Come dicevo qualche giorno fa è la mia ragione di vita. Ho sempre desiderato l’amore perfetto e magari un giorno lo troverò, completando la mia opera. La felicità nell’amore e l’amore nella felicità.

Il 5 di luglio, con un sms, idealizzavo la mia felicità in un sogno ad occhi aperti, nel pensiero del mio ritorno a casa dopo una lunga notte:

ritrovare te dormiente, vedere adagiato il tuo corpo sul mio letto e ammirare il tuo volto spensierato che, scostandosi dal cuscino, fa nascere un sorriso.

Un’utopia? Per una volta no, ma il bellissimo ricordo di un passato

Amore e serenità

“Nella solitudine ritrovo la mia serenità, nell’amore la mia ragione di vita”

Vivere per amare ed amare vivendo… Lasciando il dovuto spazio alla solitudine… è possibile? Inizia così la mia riflessione di oggi, magari un po’ confusa, ma che sicuramente esterna il mio attuale pensiero. Percorrendo chilometri sopra chilometri su strade sole e conciliatrici, ho riflettuto su quello che in contrapposizione mi fa star bene. Io trovo, in gran parte, la mia serenità nella solitudine, dentro le mura domestiche ma anche su una scoglio in fondo ad una diga del mio amato litorale. Nella solitudine concilio il mio io, assaporo gli istanti che questa esistenza mi da e riesco ad aprire gli occhi. Aprire gli occhi su quelli che sono le reali bellezze dell’essere, su quello che questo percorso ci dona. Eh si… siamo cosparsi attorno di doni e, come bimbi viziati, neppure ce ne rendiamo conto. Dall’altra parte però sono consapevole che non potrei vivere senza amore, vivere senza la possibilità di amare ed essere amato. Ne faccio una ragione di vita! L’amore è un fenomeno sociale contrapposto alla solitudine. Transitivamente l’evidenzia anche la famosa citazione di Mignon McLaughlin: “Nell’aritmetica dell’amore, uno più uno uguaglia tutto e due meno uno non uguagliano niente”. “In 1”, da soli, privilegiando il rapporto con se stessi, non vi è amore. La soluzione può essere logica; quella logica è molto semplice da trovare: compromessi! E quella irrazionale? Beh, quella non so quale sia.

Foto

ore 03.05 alla fine oramai questo è il mio orario preferto per scrivere sul blog… Sono appena tornato a casa, stanco, direi proprio esausto! Dio mio questa estate è proprio massacrante ed il calore dentro le mie mura domestiche di certo non è da meno… Anche oggi una bella giornata, ma soprattutto delle bellissime foto! Dio mio quanto amo le foto…. imprigionare, cristalizzare delle immagini è una cosa a dir poco bellissima, soprattutto quando le fai con “qualcuno”. Saranno attimi che non dimenticherò, anche quando, magari fra anni, i miei capelli saranno grigi e  la mia pelle piena di rughe. Le foto congelano istanti della nostra vita che vorremmo o non vorremmo ricordare, ma che sicuramente ci hanno reso felici. Eh si, a distanza di anni le foto sanno ricreare dentro le stesse emozioni vissute in quel click; ci fanno riassaporare i momenti fatti di profumi, che indelebili riattraversano le nostre menti. Ci sono foto che mi ricatapultano veramente all’atto di quando le scattai con un coinvolgimento di tutti i sensi: riesco a sentire i rumori, il profumo dell’aria, il calore di un abbraccio e la tenerezza d uno sguardo. Sarebbe bello poter rivivere i momenti come il protagonista di “The Butterfly effect” soltanto osservando una foto, magari sconvolgendo gli errori fatti o dicendo quelle parole che non sono mai state dette, però la vita è questa e bisogna sottostare alle sue regole. Ogni tanto quando osservo foto di gente che non conosco penso ai pensieri, alle sensazion provate quando le stavano facendo, penso ai destini più o meno felici che si sono succeduti a quel click, penso a quello che può essere successo…
Non vengo bene in foto… non sono proprio fotogenico, oppure non mi reputo tale, tant’è che ogni qualvolta mi vedo in foto non mi piaccio (Beh ancor peggio quando sento la mia voce registrata). Però amo farle, amo fermare quei momenti, magari semplici e futili, che sono avvenuti in un momento della mia vita. Le foto infatti non solo ricordano il nostro passato, ma anche ci ricordano che il tempo passa… Di fronte ad una foto ci rendiamo conto di quanto tempo è passato e di come magari sia volato.

ore 03.05 alla fine oramai questo è il mio orario preferto per scrivere sul blog… Sono appena tornato a casa, stanco, direi proprio esausto! Dio mio questa estate è proprio massacrante ed il calore dentro le mie mura domestiche di certo non è da meno… Anche oggi una bella giornata, ma soprattutto delle bellissime foto! Dio mio quanto amo le foto…. imprigionare, cristalizzare delle immagini è una cosa a dir poco bellissima, soprattutto quando le fai con “qualcuno”. Saranno attimi che non dimenticherò, anche quando, magari fra anni, i miei capelli saranno grigi e  la mia pelle piena di rughe. Le foto congelano istanti della nostra vita che vorremmo o non vorremmo ricordare, ma che sicuramente ci hanno reso felici. Eh si, a distanza di anni le foto sanno ricreare dentro le stesse emozioni vissute in quel click; ci fanno riassaporare i momenti fatti di profumi, che indelebili riattraversano le nostre menti. Ci sono foto che mi ricatapultano veramente all’atto di quando le scattai con un coinvolgimento di tutti i sensi: riesco a sentire i rumori, il profumo dell’aria, il calore di un abbraccio e la tenerezza d uno sguardo. Sarebbe bello poter rivivere i momenti come il protagonista di “The Butterfly effect” soltanto osservando una foto, magari sconvolgendo gli errori fatti o dicendo quelle parole che non sono mai state dette, però la vita è questa e bisogna sottostare alle sue regole. Ogni tanto quando osservo foto di gente che non conosco penso ai pensieri, alle sensazion provate quando le stavano facendo, penso ai destini più o meno felici che si sono succeduti a quel click, penso a quello che può essere successo…
Non vengo bene in foto… non sono proprio fotogenico, oppure non mi reputo tale, tant’è che ogni qualvolta mi vedo in foto non mi piaccio (Beh ancor peggio quando sento la mia voce registrata). Però amo farle, amo fermare quei momenti, magari semplici e futili, che sono avvenuti in un momento della mia vita. Le foto infatti non solo ricordano il nostro passato, ma anche ci ricordano che il tempo passa… Di fronte ad una foto ci rendiamo conto di quanto tempo è passato e di come magari sia volato.

l'amore… come una giornata

Osservo il sole che sorge
un nuovo dì che inizia
ricordo il primo giorno che t’ho incontrata
Osservo il sole a mezzogiorno
vedo le nostre passeggiate, la tua mano
il tuo viso
Osservo il sole che tramonta
una giornata che finisce e
vedo noi due e il nostro amore
Eh si… l’amore è proprio come una giornata! Può sembrare assurdo, ma l’amore metaforicamente si adatta perfettamente a tante cose… C’è chi l’ha comparato alla luna, con le sue fasi… c’è chi lo ha comparato ad un anno con le sue stagioni…. c’è chi lo ha paragonato all’acqua… Io, in questo piccolo componimento del 1997 ho deciso di paragonarlo ad una giornata, fatta di alba, mezzogiorno e tramonto…. L’osservare alba e tramonto, con il loro contrapporsi, resta dentro… Non dimentico e non dimenticherò tutti i tramonti visti da una panchina della mia amata isoletta, come non scorderò mai le notti trascorse sulla sabbia aspettando l’alba…. L’amore è proprio come una giornata e vi sono mille ragioni… Come dicevo prima sia le albe che i tramonti restano dentro di noi, nei nostri ricordi… allo stesso modo anche gli amori passati non si dimenticano… Non è soltanto questo a spingermi a rendere simili amore e giornata… Il cuore di questa mia tesi si basa su ben altri criteri. La giornata e l’amore di una relazione hanno un inizio, un apice ed una fine (purtroppo), proprio come una giornata. L’alba diventa quindi l’inizio di una storia amorosa, con il primo incontro dell’amata… La storia prosegue, gli amanti continuano il loro cammino, sino ad arrivare al mezzogiorno ove, come per l’alba, sono conservati i ricordi più belli fatti di passeggiate, di calde strette di mano, di un viso, uno sguardo indelebile. E poi il tramonto, la fine di una giornata e la fine di un amore…
Fato volle che la relazione che mi spinse a scrivere queste parole aveva avuto inizio proprio di mattina… non proprio all’alba, ma comunque di mattina presto… e che la fine di tale storia avvenne proprio in un tramonto esitvo…
Osservo il sole che sorge
un nuovo dì che inizia
ricordo il primo giorno che t’ho incontrata
Osservo il sole a mezzogiorno
vedo le nostre passeggiate, la tua mano
il tuo viso
Osservo il sole che tramonta
una giornata che finisce e
vedo noi due e il nostro amore
Eh si… l’amore è proprio come una giornata! Può sembrare assurdo, ma l’amore metaforicamente si adatta perfettamente a tante cose… C’è chi l’ha comparato alla luna, con le sue fasi… c’è chi lo ha comparato ad un anno con le sue stagioni…. c’è chi lo ha paragonato all’acqua… Io, in questo piccolo componimento del 1997 ho deciso di paragonarlo ad una giornata, fatta di alba, mezzogiorno e tramonto…. L’osservare alba e tramonto, con il loro contrapporsi, resta dentro… Non dimentico e non dimenticherò tutti i tramonti visti da una panchina della mia amata isoletta, come non scorderò mai le notti trascorse sulla sabbia aspettando l’alba…. L’amore è proprio come una giornata e vi sono mille ragioni… Come dicevo prima sia le albe che i tramonti restano dentro di noi, nei nostri ricordi… allo stesso modo anche gli amori passati non si dimenticano… Non è soltanto questo a spingermi a rendere simili amore e giornata… Il cuore di questa mia tesi si basa su ben altri criteri. La giornata e l’amore di una relazione hanno un inizio, un apice ed una fine (purtroppo), proprio come una giornata. L’alba diventa quindi l’inizio di una storia amorosa, con il primo incontro dell’amata… La storia prosegue, gli amanti continuano il loro cammino, sino ad arrivare al mezzogiorno ove, come per l’alba, sono conservati i ricordi più belli fatti di passeggiate, di calde strette di mano, di un viso, uno sguardo indelebile. E poi il tramonto, la fine di una giornata e la fine di un amore…
Fato volle che la relazione che mi spinse a scrivere queste parole aveva avuto inizio proprio di mattina… non proprio all’alba, ma comunque di mattina presto… e che la fine di tale storia avvenne proprio in un tramonto esitvo…

risposte…

Ore 08:52…. lunedì…
Sono 4 giorni che non aggiorno il mio blog ed il motivo è semplice: il tempo è sempre meno… Tra il lavoro e la mia piccola non mi rimane molto tempo da dedicare ai miei pensieri… Oggi ho un solo pensiero in testa e perchè non parlarne sul blog? Ho una curiosità grandissima di vedere come si evolveranno le cose oggi, di vedere come andrà questa “prova del 9″… Sono proprio curioso… alla fine resto sempre della convinzione che
“i sentimenti, nella loro limpidezza, traspaiono non da grandi gesti ma dalle piccole cose…”
Ore 08:52…. lunedì…
Sono 4 giorni che non aggiorno il mio blog ed il motivo è semplice: il tempo è sempre meno… Tra il lavoro e la mia piccola non mi rimane molto tempo da dedicare ai miei pensieri… Oggi ho un solo pensiero in testa e perchè non parlarne sul blog? Ho una curiosità grandissima di vedere come si evolveranno le cose oggi, di vedere come andrà questa “prova del 9″… Sono proprio curioso… alla fine resto sempre della convinzione che
“i sentimenti, nella loro limpidezza, traspaiono non da grandi gesti ma dalle piccole cose…”

Chiamarsi amore

Chiamarsi “Amore” è sicuramente tra i vezzeggiativi che si possono utilizzare per chiamare il proprio partner quello che preferisco. Mi piace trovare sempre nomignoli differenti… naturalmente appropriati! Non ho e non utilizzo mai gli stessi, perchè le sensazioni che sa darti una persona e quello che senti non è mai uguale… Tornando a “amore”… beh amore scaurisce in me tante cose… Sentirmi chiamare amore mi fa sentire coccolato… anche la mamma mi chiamava “Amore” 🙂 Anche io a mia volta chiamo amore… Questa parola esce dalle labbra senza che me ne accorga e può passare inosservata… Se però viene notata mi imbarazzo… non so perchè… è come il non voler far vedere la mia parte interiore, quello che c’è sono sotto questi mille gusci… (Sto bene dentro il mio guscio… sono protetto)

cosa voglio o cosa desidero?

27 anni, un lavoro, una casa, padre madre e sorella che mi vogliono bene… Beh di certo non mi manca nulla eppure talvolta sono insoddisfatto e il perchè non lo so neppure io… il perchè trova radice nel fatto che neppure io so cosa voglio dalla vita. Beh di certo voglio serenità e gioia. Beh sembrerò magari a tratti patetico, ma non è semplice trovare serenità e gioia. Quando pensi di aver raggiunto tutti gli scopi che ti eri prefisso, quando pensi di aver reggiunto le mete ti ritrovi a non sapere più cosa vuoi. Ci sono giorni che vorrei una ragazza, una donna, un amore… ed altri che non vorrei avere nessuno al fianco, starmene da solo “nella mia tana” osservando tutto ciò che mi accade intorno da spettatore.  Arrivato a 27 anni mi accorgo di non essere più un bambino, anche se mi sembra ieri che giocavo con i lego. Sembra passato un giorno da quando sono partito dalla mia amata Venezia, staccandomi da quel cordone ombelicale che mi univa a famiglia amici e tante belle abitudini. Pensavo di essere contento di quella scelta da cui non si torna indietro… Eppure sono passati già 8 anni, anni che hanno segnato la mia vita, che mi hanno cambiato… Vorrei tanto essere quello che ero, ma anche questo cambiameno, voluto o non, fa parte della vita e bisogna accettarlo… Sicuramente sono sempre in tempo a migliorarmi, anche se, conoscendomi, penso che resterò quello che sono. Sono un bambino in un corpo da adulto, un po come nel film “Big”… Il tempo passa, gli anni passano eppure non me ne accorgo… Cosa voglio? Semplice voglio quello che non posso avere…Nel 1996 scrivevo:
Ciò che desideri infinitamente
forse non lo avrai mai…
Guarda in fondo al cuore,
perchè lì troverai cià che vuoi veramente
e che puoi ottenere
Effettivamente volere e desiderare sono due cose distinte e separate. Non ricordo in quale occasione cristallizzai questa frase, ma ora pensandoci bene, forse confondo cio che voglio con ciò che desidero. Forse quello che voglio è lineare, chiaro, semplice… ma è confuso dai miei mille desideri.
27 anni, un lavoro, una casa, padre madre e sorella che mi vogliono bene… Beh di certo non mi manca nulla eppure talvolta sono insoddisfatto e il perchè non lo so neppure io… il perchè trova radice nel fatto che neppure io so cosa voglio dalla vita. Beh di certo voglio serenità e gioia. Beh sembrerò magari a tratti patetico, ma non è semplice trovare serenità e gioia. Quando pensi di aver raggiunto tutti gli scopi che ti eri prefisso, quando pensi di aver reggiunto le mete ti ritrovi a non sapere più cosa vuoi. Ci sono giorni che vorrei una ragazza, una donna, un amore… ed altri che non vorrei avere nessuno al fianco, starmene da solo “nella mia tana” osservando tutto ciò che mi accade intorno da spettatore.  Arrivato a 27 anni mi accorgo di non essere più un bambino, anche se mi sembra ieri che giocavo con i lego. Sembra passato un giorno da quando sono partito dalla mia amata Venezia, staccandomi da quel cordone ombelicale che mi univa a famiglia amici e tante belle abitudini. Pensavo di essere contento di quella scelta da cui non si torna indietro… Eppure sono passati già 8 anni, anni che hanno segnato la mia vita, che mi hanno cambiato… Vorrei tanto essere quello che ero, ma anche questo cambiameno, voluto o non, fa parte della vita e bisogna accettarlo… Sicuramente sono sempre in tempo a migliorarmi, anche se, conoscendomi, penso che resterò quello che sono. Sono un bambino in un corpo da adulto, un po come nel film “Big”… Il tempo passa, gli anni passano eppure non me ne accorgo… Cosa voglio? Semplice voglio quello che non posso avere…Nel 1996 scrivevo:
Ciò che desideri infinitamente
forse non lo avrai mai…
Guarda in fondo al cuore,
perchè lì troverai cià che vuoi veramente
e che puoi ottenere
Effettivamente volere e desiderare sono due cose distinte e separate. Non ricordo in quale occasione cristallizzai questa frase, ma ora pensandoci bene, forse confondo cio che voglio con ciò che desidero. Forse quello che voglio è lineare, chiaro, semplice… ma è confuso dai miei mille desideri.