{"id":204,"date":"2010-02-21T23:23:45","date_gmt":"2010-02-21T21:23:45","guid":{"rendered":"http:\/\/lizzus.com\/?p=204"},"modified":"2025-04-02T12:11:13","modified_gmt":"2025-04-02T11:11:13","slug":"primo-scritto","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/lizzus.com\/blog\/primo-scritto\/","title":{"rendered":"Primo scritto"},"content":{"rendered":"<p>Non ricordo di preciso quando \u00e8 partita in me la voglia di scrivere, per\u00f2 ricordo perfettamente il primo racconto che scrissi. Avevo 10\/11 anni e facevo la quinta elementare. Per i primi anni di scuola avevo avuto una maestra &#8220;vecchia guardia&#8221;, molto precisa e severa. Ricordo benissimo che anche nella durata della ricreazione era molto fiscale. Anche quando arrivava la bella stagione io ed i miei compagni ci trovevamo a guardare con invidia gli alunni delle altre classi che continuavano a giocare sul prato anche a &#8220;campanella suonata&#8221;. Questa maestra ci aveva accompagnato per\u00f2 solo fino alla quarta, andandosene poi in pensione e lasciandoci per l&#8217;ultimo anno delle elementari ad un&#8217;altra. E&#8217; passato un bel po&#8217; di tempo, ma l&#8217;immagine dell&#8217;ingresso della nuova maestra in classe \u00e8 nitida. Si chiamava (o meglio si chiama) Donatella, ed era molto pi\u00f9 giovane della precedente. Se non sbaglio aveva 27 anni. Ricordo l&#8217;et\u00e0 in quanto ci fece scrivere sul libro del &#8220;Piccolo Principe&#8221;, che leggevamo in classe, di rileggerlo a 27 anni. Era una donna buonissima. L&#8217;unica cosa negativa che, essendo bambino, notavo era il fatto che fumava. Beh, da li a qualche anno avrei iniziato pure io a drogarmi di nicotina&#8230; La cosa pi\u00f9 importante e significativa che quella donna mi ha trasmesso \u00e8 stato l&#8217;imparare ad imprigionare le emozioni e le sensazioni su un foglio di carta. Era primavera e con tutta la classe ci trovevamo nel giardino interno della scuola. L&#8217;edificio era molto vicino al mare e nelle adiacenze non vi erano tanti complessi. Ci disse di chiudere gli occhi e cercare di trascrivere sul foglio le sensazioni provate con le rimanenti percezioni sensoriali. Sono passati quasi 20 anni, ma vi giuro che le mie narici respirano ancora quell&#8217;aria fresca e salmastra, la mia pelle sente ancora sul viso il calore del sole, sedato dalla brezza marina; le mie orecchie odono ancora il fruscio delle foglie altalenato dal canto dei gabbiani, melodicamente accompagnato da un sottofondo fatto di mare sugli scogli. Non ricordo sicuramente cosa scrissi, ma se ora ogni tanto ci provo \u00e8 grazie a lei. Nel suo progetto di vederci scrittori, ci fece comporre un piccolo racconto fantastico. Un viaggio in una localit\u00e0 a scelta era il tema da seguire. Io scelsi Parigi&#8230; Eh si, \u00e8 da quando ho 10 anni che sogno di andare a Parigi. Conosco perfettamente i monumenti e le vie principali anche se purtroppo solo su carta&#8230; Beh, quello fu il mio primo &#8220;scritto&#8221;. Sembra inverosimile, ma avevo rimosso il fatto che il narrato parlava di una storia d&#8217;amore tra un mio &#8220;io&#8221; ed una parigina di nome Francoise&#8230;<\/p>\n<p>Come \u00e8 strano il mondo&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Non ricordo di preciso quando \u00e8 partita in me la voglia di scrivere, per\u00f2 ricordo perfettamente il primo racconto che scrissi. Avevo 10\/11 anni e facevo la quinta elementare. 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