“..quell’odio ha fatto perdere significato alla persona che è riuscita ad amare il mio essere impossibilmente amata…”

Inizio con questa bellissima frase una riflessione del mio blog. Queste parole prese da un ampio e magnifico contesto descrittivo di un’amore adolescenziale le ritengo davvero stupende. Sono tratte da un componimento che probabilmente mi fu dedicato. Un tentativo di sfogo esposto su facebook per me. Sono passati quasi due anni da quando la piccola scrittrice raccontò quello che più che una storia d’amore era una favola. Una principessa che rifletteva sul suo io, sui suoi errori e su quello che sentiva in cuore. Tra le tante bellissime parole ho scelto queste. A voi magari non diranno nulla, ma a me danno una profonda sensazione fatta di gioia e dolore. La mia piccola Francesca in quella nota esternava tutto l’amore per me, dall’inizio della nostra storia sino al giorno del componimento. Sono le più belle parole che un uomo come me possa sentirsi dire. Parole sincere e piene di emozioni. Ogni tanto mi richiedo dove è finita quella Francesca la. Quella Francesca che mi aveva fatto innamorare con la sua apparente ingenuità. Comunque, tornando alla frase, esplicitamente parla di quell’odio che, come sempre, si era imposta di provare. Cancellandomi e buttandomi non comprendendo le mie scelte. Un odio che, come sempre, aveva preso il posto dell’amore distruggendomi in un istante, con la consapevolezza che l’amore che ho provato per lei nessuno sarebbe riuscito mai a darle.

E ora… la speranza, irrazionale, di poter ancora leggere composizioni come quelle… Salvate in un file, ma soprattutto in un angolo del mio cuore.

Non so come iniziare questo intervento, ma ho una gran voglia di scrivere. Dopo tre sere consecutive passate a bere e “ballare” sento proprio il bisogno di scaricare un po’ di me stesso in queste poche righe. Sono da poco tornato a casa e per svariati motivi sono veramente stanco. Proprio per questa stanchezza non mi soffermerò su discorsi moralistici e non parlerò delle mie, talvolta singolari, visioni di vita. Voglio scrivere e basta! Scrivere mi fa star bene, libera la mia mente e le mie dita su questa tastiera corrono ininterrottamente narrando la mia prospettiva. Stasera, come nelle ultime due serate, ho bevuto un bel po’ abbandonando il mio corpo alla frivolezza delle illusioni del benessere. L’alcool modifica le nostre percezioni e accontenta il nostro io così come l’attività onirica seda il nostro subconscio. Sicuramente leva temporaneamente le nostre inibizioni e ci rende capaci di cose che nella nostra normalità non faremmo, ma restano sempre futili tentativi di realizzarci, di sentirci vivi. L’effetto prima o poi svanisce e le sensazioni, i problemi ed i nostri tormenti interiori restano sempre gli stessi… Ammetto, avversamente a quanto detto, che come necessitiamo di sognare per appagare i nostri desideri più profondi, abbiamo anche bisogno di sfogare la nostra indole ad occhi aperti.

“L’uomo veramente solo non è quello che vive nella solitudine, ma colui che non sa assaporare quel che la vita da”

Eh si… assaporare tutto! Assaporare stati contrapposti come gioia e dolore e sentirsi ancora vivi! Vivi e basta! Preferisco soffrire, se quel che cagiona la mia sofferenza è stata una gran gioia! Vivere giorno dopo giorno spalancando gli occhi e riflettendo sulla nostra fortuna: la fortuna di essere vivi. Respirare, osservare le nuvole su di un cielo blu, sentire una brezza che accarezza la tua pelle come sfiora le foglie di un albero… Vivere! La solitudine ti fa apprezzare maggiormente ciò che la vita da, ti insegna a gioire nell’essere vivo e non ti lascia mai solo. Povera è invece la persona che non apre gli occhi, che non sa udire o odorare… che è ammaliato da finte sensazioni ma che alla fine della giornata lo rendono realmente solo.

L’una e cinque di un’altra caldissima notte di questo luglio. Luglio ormai morente  che mi prospetta un agosto di spensieratezza e relax. Mancano infatti meno di 10 giorni alle ferie che, quest’anno, desidero più di ogni altra cosa. Vacanze da trascorrere nella mia isoletta e non in quelle tanto ambite località turistiche dove i miei coetanei cercano di appagare la propria indole materialista e superficiale. Con i miei genitori, con i miei amici e con il mio tanto amato mare! Ormai anche le vacanze, invernali o estive, sono per i giovani d’oggi un prezioso da sfoggiare, assieme a foto dei loro fisici palestrati, abbronzati e perfetti! Eh si, oramai si è persa la concezione delle vera bellezza della vita! In questi giorni, per l’appunto, sono stato quasi definito uno “sfigato” perchè vivo in una dimensione ristretta, non fatta di cose futili. Cose che ci ingannano sulla realtà della felicità, cose che ci rendono un secondo felici ma che poi ci lasciano vuoti. La felicità è un’opera in continua costruzione, è un qualcosa che ognuno di noi deve ricercare dentro di sè! Non si concretizza nell’uscire tutte le sere, nel ricercare locali sempre nuovi, nel bere o drogarsi! Anche quattro chiacchere sanno renderci felici… Non voglio fare il buon samaritano o il patetico, ma la vita ci ha dato un corpo ed un’anima affinchè possiamo gioire dei frutti che questi ci danno. L’amore ci riempie di gioia, ci separa dalla realtà! Riesce a trasmetterci sensazioni che nessun psicofarmaco potrebbe illuderci di provare. L’amore fatto di sesso e tenerezza, di passione e coccole, di gioco e… Io non ho bisogno di essere triste per sentirmi vivo, ma di amare! Utilizzo tale concetto poichè anche questo m’è stato rinfacciato! Rinfacciato da una persona che, aimè, ha sofferto più del doppio di me e che, forse, mai più recupererà tutto se stesso. Io non potrei mai vivere senza l’amore! L’amore è per me l’ossigeno della mia esistenza! Come dicevo qualche giorno fa è la mia ragione di vita. Ho sempre desiderato l’amore perfetto e magari un giorno lo troverò, completando la mia opera. La felicità nell’amore e l’amore nella felicità.

Il 5 di luglio, con un sms, idealizzavo la mia felicità in un sogno ad occhi aperti, nel pensiero del mio ritorno a casa dopo una lunga notte:

ritrovare te dormiente, vedere adagiato il tuo corpo sul mio letto e ammirare il tuo volto spensierato che, scostandosi dal cuscino, fa nascere un sorriso.

Un’utopia? Per una volta no, ma il bellissimo ricordo di un passato

“Nella solitudine ritrovo la mia serenità, nell’amore la mia ragione di vita”

Vivere per amare ed amare vivendo… Lasciando il dovuto spazio alla solitudine… è possibile? Inizia così la mia riflessione di oggi, magari un po’ confusa, ma che sicuramente esterna il mio attuale pensiero. Percorrendo chilometri sopra chilometri su strade sole e conciliatrici, ho riflettuto su quello che in contrapposizione mi fa star bene. Io trovo, in gran parte, la mia serenità nella solitudine, dentro le mura domestiche ma anche su una scoglio in fondo ad una diga del mio amato litorale. Nella solitudine concilio il mio io, assaporo gli istanti che questa esistenza mi da e riesco ad aprire gli occhi. Aprire gli occhi su quelli che sono le reali bellezze dell’essere, su quello che questo percorso ci dona. Eh si… siamo cosparsi attorno di doni e, come bimbi viziati, neppure ce ne rendiamo conto. Dall’altra parte però sono consapevole che non potrei vivere senza amore, vivere senza la possibilità di amare ed essere amato. Ne faccio una ragione di vita! L’amore è un fenomeno sociale contrapposto alla solitudine. Transitivamente l’evidenzia anche la famosa citazione di Mignon McLaughlin: “Nell’aritmetica dell’amore, uno più uno uguaglia tutto e due meno uno non uguagliano niente”. “In 1″, da soli, privilegiando il rapporto con se stessi, non vi è amore. La soluzione può essere logica; quella logica è molto semplice da trovare: compromessi! E quella irrazionale? Beh, quella non so quale sia.

ore 03.05 alla fine oramai questo è il mio orario preferto per scrivere sul blog… Sono appena tornato a casa, stanco, direi proprio esausto! Dio mio questa estate è proprio massacrante ed il calore dentro le mie mura domestiche di certo non è da meno… Anche oggi una bella giornata, ma soprattutto delle bellissime foto! Dio mio quanto amo le foto…. imprigionare, cristalizzare delle immagini è una cosa a dir poco bellissima, soprattutto quando le fai con “qualcuno”. Saranno attimi che non dimenticherò, anche quando, magari fra anni, i miei capelli saranno grigi e  la mia pelle piena di rughe. Le foto congelano istanti della nostra vita che vorremmo o non vorremmo ricordare, ma che sicuramente ci hanno reso felici. Eh si, a distanza di anni le foto sanno ricreare dentro le stesse emozioni vissute in quel click; ci fanno riassaporare i momenti fatti di profumi, che indelebili riattraversano le nostre menti. Ci sono foto che mi ricatapultano veramente all’atto di quando le scattai con un coinvolgimento di tutti i sensi: riesco a sentire i rumori, il profumo dell’aria, il calore di un abbraccio e la tenerezza d uno sguardo. Sarebbe bello poter rivivere i momenti come il protagonista di “The Butterfly effect” soltanto osservando una foto, magari sconvolgendo gli errori fatti o dicendo quelle parole che non sono mai state dette, però la vita è questa e bisogna sottostare alle sue regole. Ogni tanto quando osservo foto di gente che non conosco penso ai pensieri, alle sensazion provate quando le stavano facendo, penso ai destini più o meno felici che si sono succeduti a quel click, penso a quello che può essere successo…
Non vengo bene in foto… non sono proprio fotogenico, oppure non mi reputo tale, tant’è che ogni qualvolta mi vedo in foto non mi piaccio (Beh ancor peggio quando sento la mia voce registrata). Però amo farle, amo fermare quei momenti, magari semplici e futili, che sono avvenuti in un momento della mia vita. Le foto infatti non solo ricordano il nostro passato, ma anche ci ricordano che il tempo passa… Di fronte ad una foto ci rendiamo conto di quanto tempo è passato e di come magari sia volato.

ore 03.05 alla fine oramai questo è il mio orario preferto per scrivere sul blog… Sono appena tornato a casa, stanco, direi proprio esausto! Dio mio questa estate è proprio massacrante ed il calore dentro le mie mura domestiche di certo non è da meno… Anche oggi una bella giornata, ma soprattutto delle bellissime foto! Dio mio quanto amo le foto…. imprigionare, cristalizzare delle immagini è una cosa a dir poco bellissima, soprattutto quando le fai con “qualcuno”. Saranno attimi che non dimenticherò, anche quando, magari fra anni, i miei capelli saranno grigi e  la mia pelle piena di rughe. Le foto congelano istanti della nostra vita che vorremmo o non vorremmo ricordare, ma che sicuramente ci hanno reso felici. Eh si, a distanza di anni le foto sanno ricreare dentro le stesse emozioni vissute in quel click; ci fanno riassaporare i momenti fatti di profumi, che indelebili riattraversano le nostre menti. Ci sono foto che mi ricatapultano veramente all’atto di quando le scattai con un coinvolgimento di tutti i sensi: riesco a sentire i rumori, il profumo dell’aria, il calore di un abbraccio e la tenerezza d uno sguardo. Sarebbe bello poter rivivere i momenti come il protagonista di “The Butterfly effect” soltanto osservando una foto, magari sconvolgendo gli errori fatti o dicendo quelle parole che non sono mai state dette, però la vita è questa e bisogna sottostare alle sue regole. Ogni tanto quando osservo foto di gente che non conosco penso ai pensieri, alle sensazion provate quando le stavano facendo, penso ai destini più o meno felici che si sono succeduti a quel click, penso a quello che può essere successo…
Non vengo bene in foto… non sono proprio fotogenico, oppure non mi reputo tale, tant’è che ogni qualvolta mi vedo in foto non mi piaccio (Beh ancor peggio quando sento la mia voce registrata). Però amo farle, amo fermare quei momenti, magari semplici e futili, che sono avvenuti in un momento della mia vita. Le foto infatti non solo ricordano il nostro passato, ma anche ci ricordano che il tempo passa… Di fronte ad una foto ci rendiamo conto di quanto tempo è passato e di come magari sia volato.

Osservo il sole che sorge
un nuovo dì che inizia
ricordo il primo giorno che t’ho incontrata
Osservo il sole a mezzogiorno
vedo le nostre passeggiate, la tua mano
il tuo viso
Osservo il sole che tramonta
una giornata che finisce e
vedo noi due e il nostro amore
Eh si… l’amore è proprio come una giornata! Può sembrare assurdo, ma l’amore metaforicamente si adatta perfettamente a tante cose… C’è chi l’ha comparato alla luna, con le sue fasi… c’è chi lo ha comparato ad un anno con le sue stagioni…. c’è chi lo ha paragonato all’acqua… Io, in questo piccolo componimento del 1997 ho deciso di paragonarlo ad una giornata, fatta di alba, mezzogiorno e tramonto…. L’osservare alba e tramonto, con il loro contrapporsi, resta dentro… Non dimentico e non dimenticherò tutti i tramonti visti da una panchina della mia amata isoletta, come non scorderò mai le notti trascorse sulla sabbia aspettando l’alba…. L’amore è proprio come una giornata e vi sono mille ragioni… Come dicevo prima sia le albe che i tramonti restano dentro di noi, nei nostri ricordi… allo stesso modo anche gli amori passati non si dimenticano… Non è soltanto questo a spingermi a rendere simili amore e giornata… Il cuore di questa mia tesi si basa su ben altri criteri. La giornata e l’amore di una relazione hanno un inizio, un apice ed una fine (purtroppo), proprio come una giornata. L’alba diventa quindi l’inizio di una storia amorosa, con il primo incontro dell’amata… La storia prosegue, gli amanti continuano il loro cammino, sino ad arrivare al mezzogiorno ove, come per l’alba, sono conservati i ricordi più belli fatti di passeggiate, di calde strette di mano, di un viso, uno sguardo indelebile. E poi il tramonto, la fine di una giornata e la fine di un amore…
Fato volle che la relazione che mi spinse a scrivere queste parole aveva avuto inizio proprio di mattina… non proprio all’alba, ma comunque di mattina presto… e che la fine di tale storia avvenne proprio in un tramonto esitvo…
Osservo il sole che sorge
un nuovo dì che inizia
ricordo il primo giorno che t’ho incontrata
Osservo il sole a mezzogiorno
vedo le nostre passeggiate, la tua mano
il tuo viso
Osservo il sole che tramonta
una giornata che finisce e
vedo noi due e il nostro amore
Eh si… l’amore è proprio come una giornata! Può sembrare assurdo, ma l’amore metaforicamente si adatta perfettamente a tante cose… C’è chi l’ha comparato alla luna, con le sue fasi… c’è chi lo ha comparato ad un anno con le sue stagioni…. c’è chi lo ha paragonato all’acqua… Io, in questo piccolo componimento del 1997 ho deciso di paragonarlo ad una giornata, fatta di alba, mezzogiorno e tramonto…. L’osservare alba e tramonto, con il loro contrapporsi, resta dentro… Non dimentico e non dimenticherò tutti i tramonti visti da una panchina della mia amata isoletta, come non scorderò mai le notti trascorse sulla sabbia aspettando l’alba…. L’amore è proprio come una giornata e vi sono mille ragioni… Come dicevo prima sia le albe che i tramonti restano dentro di noi, nei nostri ricordi… allo stesso modo anche gli amori passati non si dimenticano… Non è soltanto questo a spingermi a rendere simili amore e giornata… Il cuore di questa mia tesi si basa su ben altri criteri. La giornata e l’amore di una relazione hanno un inizio, un apice ed una fine (purtroppo), proprio come una giornata. L’alba diventa quindi l’inizio di una storia amorosa, con il primo incontro dell’amata… La storia prosegue, gli amanti continuano il loro cammino, sino ad arrivare al mezzogiorno ove, come per l’alba, sono conservati i ricordi più belli fatti di passeggiate, di calde strette di mano, di un viso, uno sguardo indelebile. E poi il tramonto, la fine di una giornata e la fine di un amore…
Fato volle che la relazione che mi spinse a scrivere queste parole aveva avuto inizio proprio di mattina… non proprio all’alba, ma comunque di mattina presto… e che la fine di tale storia avvenne proprio in un tramonto esitvo…
Ore 08:52…. lunedì…
Sono 4 giorni che non aggiorno il mio blog ed il motivo è semplice: il tempo è sempre meno… Tra il lavoro e la mia piccola non mi rimane molto tempo da dedicare ai miei pensieri… Oggi ho un solo pensiero in testa e perchè non parlarne sul blog? Ho una curiosità grandissima di vedere come si evolveranno le cose oggi, di vedere come andrà questa “prova del 9″… Sono proprio curioso… alla fine resto sempre della convinzione che
“i sentimenti, nella loro limpidezza, traspaiono non da grandi gesti ma dalle piccole cose…”
Ore 08:52…. lunedì…
Sono 4 giorni che non aggiorno il mio blog ed il motivo è semplice: il tempo è sempre meno… Tra il lavoro e la mia piccola non mi rimane molto tempo da dedicare ai miei pensieri… Oggi ho un solo pensiero in testa e perchè non parlarne sul blog? Ho una curiosità grandissima di vedere come si evolveranno le cose oggi, di vedere come andrà questa “prova del 9″… Sono proprio curioso… alla fine resto sempre della convinzione che
“i sentimenti, nella loro limpidezza, traspaiono non da grandi gesti ma dalle piccole cose…”

Chiamarsi “Amore” è sicuramente tra i vezzeggiativi che si possono utilizzare per chiamare il proprio partner quello che preferisco. Mi piace trovare sempre nomignoli differenti… naturalmente appropriati! Non ho e non utilizzo mai gli stessi, perchè le sensazioni che sa darti una persona e quello che senti non è mai uguale… Tornando a “amore”… beh amore scaurisce in me tante cose… Sentirmi chiamare amore mi fa sentire coccolato… anche la mamma mi chiamava “Amore” :) Anche io a mia volta chiamo amore… Questa parola esce dalle labbra senza che me ne accorga e può passare inosservata… Se però viene notata mi imbarazzo… non so perchè… è come il non voler far vedere la mia parte interiore, quello che c’è sono sotto questi mille gusci… (Sto bene dentro il mio guscio… sono protetto)

27 anni, un lavoro, una casa, padre madre e sorella che mi vogliono bene… Beh di certo non mi manca nulla eppure talvolta sono insoddisfatto e il perchè non lo so neppure io… il perchè trova radice nel fatto che neppure io so cosa voglio dalla vita. Beh di certo voglio serenità e gioia. Beh sembrerò magari a tratti patetico, ma non è semplice trovare serenità e gioia. Quando pensi di aver raggiunto tutti gli scopi che ti eri prefisso, quando pensi di aver reggiunto le mete ti ritrovi a non sapere più cosa vuoi. Ci sono giorni che vorrei una ragazza, una donna, un amore… ed altri che non vorrei avere nessuno al fianco, starmene da solo “nella mia tana” osservando tutto ciò che mi accade intorno da spettatore.  Arrivato a 27 anni mi accorgo di non essere più un bambino, anche se mi sembra ieri che giocavo con i lego. Sembra passato un giorno da quando sono partito dalla mia amata Venezia, staccandomi da quel cordone ombelicale che mi univa a famiglia amici e tante belle abitudini. Pensavo di essere contento di quella scelta da cui non si torna indietro… Eppure sono passati già 8 anni, anni che hanno segnato la mia vita, che mi hanno cambiato… Vorrei tanto essere quello che ero, ma anche questo cambiameno, voluto o non, fa parte della vita e bisogna accettarlo… Sicuramente sono sempre in tempo a migliorarmi, anche se, conoscendomi, penso che resterò quello che sono. Sono un bambino in un corpo da adulto, un po come nel film “Big”… Il tempo passa, gli anni passano eppure non me ne accorgo… Cosa voglio? Semplice voglio quello che non posso avere…Nel 1996 scrivevo:
Ciò che desideri infinitamente
forse non lo avrai mai…
Guarda in fondo al cuore,
perchè lì troverai cià che vuoi veramente
e che puoi ottenere
Effettivamente volere e desiderare sono due cose distinte e separate. Non ricordo in quale occasione cristallizzai questa frase, ma ora pensandoci bene, forse confondo cio che voglio con ciò che desidero. Forse quello che voglio è lineare, chiaro, semplice… ma è confuso dai miei mille desideri.
27 anni, un lavoro, una casa, padre madre e sorella che mi vogliono bene… Beh di certo non mi manca nulla eppure talvolta sono insoddisfatto e il perchè non lo so neppure io… il perchè trova radice nel fatto che neppure io so cosa voglio dalla vita. Beh di certo voglio serenità e gioia. Beh sembrerò magari a tratti patetico, ma non è semplice trovare serenità e gioia. Quando pensi di aver raggiunto tutti gli scopi che ti eri prefisso, quando pensi di aver reggiunto le mete ti ritrovi a non sapere più cosa vuoi. Ci sono giorni che vorrei una ragazza, una donna, un amore… ed altri che non vorrei avere nessuno al fianco, starmene da solo “nella mia tana” osservando tutto ciò che mi accade intorno da spettatore.  Arrivato a 27 anni mi accorgo di non essere più un bambino, anche se mi sembra ieri che giocavo con i lego. Sembra passato un giorno da quando sono partito dalla mia amata Venezia, staccandomi da quel cordone ombelicale che mi univa a famiglia amici e tante belle abitudini. Pensavo di essere contento di quella scelta da cui non si torna indietro… Eppure sono passati già 8 anni, anni che hanno segnato la mia vita, che mi hanno cambiato… Vorrei tanto essere quello che ero, ma anche questo cambiameno, voluto o non, fa parte della vita e bisogna accettarlo… Sicuramente sono sempre in tempo a migliorarmi, anche se, conoscendomi, penso che resterò quello che sono. Sono un bambino in un corpo da adulto, un po come nel film “Big”… Il tempo passa, gli anni passano eppure non me ne accorgo… Cosa voglio? Semplice voglio quello che non posso avere…Nel 1996 scrivevo:
Ciò che desideri infinitamente
forse non lo avrai mai…
Guarda in fondo al cuore,
perchè lì troverai cià che vuoi veramente
e che puoi ottenere
Effettivamente volere e desiderare sono due cose distinte e separate. Non ricordo in quale occasione cristallizzai questa frase, ma ora pensandoci bene, forse confondo cio che voglio con ciò che desidero. Forse quello che voglio è lineare, chiaro, semplice… ma è confuso dai miei mille desideri.
Inizio questo intervento alle 5 della mattina del 12 giugno 2008… Oggi mi sa che ho dormito troppo e stanotte non riesco proprio a dormire… Che fare se non esternare i proprio pensieri in questo mio piccolo spazio? Voglio ricollegarmi al precedente intervento per due validi motici: il primo che sia questo ntervento che quell’altro parlano di due cose contrapposte (prima “Bugie e Verità”, mentre ora “Odiare ed Amare”), il secondo motivo sta nel fatto che tali sensazioni possono trovare riscontro quando una persona viene tradita (vedesi tradimento morale da me indicato nel precedente intervento). Beh tornando al titolo, qualcuno di voi penserà che questi due sentimenti non hanno alcun punto in comune e che siano per l’appunto due cose contrapposte… Ma così non è… Già catullo, nel suo “Odi et Amo” descriveva l’amore per Lesbia, che lo aveva tradito ma soprattutto deluso. In altri versi dei suoi canti descriveva il suo desiderio nei confronti dell’amata ma l’assenza di stima ed affetto dicendo che “il tradimento in amore spinge ad amare di più ma a voler meno bene”. Ecco il testo integrale, molto corto del famoso componimento:
Odi et amo. quare id faciam, fortasse requiris.
nescio, sed fieri sentio et excrucior.
Il poeta parla di questo contrapporsi di sentimenti che lo tormenta, che lo “mette in croce” (excrucior), che non gli da pace.
Chiunque abbia amato veramente almeno una volta e che in questo amore si sia sentito tradito ha provato quello che scrisse Catullo…
Ognuno di noi reagisce a proprio modo, ma la sofferenza che si prova quando si ama penso sia comune a tutti…
Io naturalmente penso e mi riferisco alle persone che ho amato e che amerò (l’amore non muore) ed alla sofferenza provata nell’odiarle continuando ad amarle… Alle storie finite, alle promesse volate, all’ivasione, quasi barbarica, della soitudine nel cuore.

Inizio questo intervento alle 5 della mattina del 12 giugno 2008… Oggi mi sa che ho dormito troppo e stanotte non riesco proprio a dormire… Che fare se non esternare i proprio pensieri in questo mio piccolo spazio? Voglio ricollegarmi al precedente intervento per due validi motici: il primo che sia questo ntervento che quell’altro parlano di due cose contrapposte (prima “Bugie e Verità”, mentre ora “Odiare ed Amare”), il secondo motivo sta nel fatto che tali sensazioni possono trovare riscontro quando una persona viene tradita (vedesi tradimento morale da me indicato nel precedente intervento). Beh tornando al titolo, qualcuno di voi penserà che questi due sentimenti non hanno alcun punto in comune e che siano per l’appunto due cose contrapposte… Ma così non è… Già catullo, nel suo “Odi et Amo” descriveva l’amore per Lesbia, che lo aveva tradito ma soprattutto deluso. In altri versi dei suoi canti descriveva il suo desiderio nei confronti dell’amata ma l’assenza di stima ed affetto dicendo che “il tradimento in amore spinge ad amare di più ma a voler meno bene”. Ecco il testo integrale, molto corto del famoso componimento:

Odi et amo. quare id faciam, fortasse requiris.

nescio, sed fieri sentio et excrucior.

Il poeta parla di questo contrapporsi di sentimenti che lo tormenta, che lo “mette in croce” (excrucior), che non gli da pace.

Chiunque abbia amato veramente almeno una volta e che in questo amore si sia sentito tradito ha provato quello che scrisse Catullo…

Ognuno di noi reagisce a proprio modo, ma la sofferenza che si prova quando si ama penso sia comune a tutti…

Io naturalmente penso e mi riferisco alle persone che ho amato e che amerò (l’amore non muore) ed alla sofferenza provata nell’odiarle continuando ad amarle… Alle storie finite, alle promesse volate, all’ivasione, quasi barbarica, della soitudine nel cuore.

Essere un po’ bugiardi fa parte di tutti noi. La bugia si sa, parte si dall’infanzia come un gioco e poi col tempo con la crescita può diventare addirittura un’abitudine. Sicuramente anche se adulti mentiamo spesso e volentieri… Ci sono però bugie e bugie: io personalmente le raggruppo in 5 grosse categorie: le bugie dette al partner, le bugie dette al lavoro, le bugie dette agli amici, le bugie dette in famiglia e le bugie dette ai conoscenti o sconosciuti. A mia opinione le bugie dette al partner sono, al meno che non gli si voglia fare una sorpresa, quelle più brutte… intendo infatti la menzogna quanto un tradimento… un tradimento morale. E quindi una ripetuta menzogna può portare solo ed unicamente ad una rottura. La sincerità è alla base di un rapporto. Ed io personalmente ne so qualcosa… non perchè abbia mentito, bensì perchè sono stato tradito da mille bugie, che nel succedersi hanno portato ad una vera e propria crisi! Quando perdi la fiducia nel tuo partner arrivi al punto di diffidare di ogni cosa, di ogni parola; arrivi ad impazzire nel decifrare il suo comportamento… a pesare le proprie parole nel tentativo di capire quale sia la verità… Le bugie portano a litigi… le bugie portano amarezza… portano tristezza… Io ho sempre improntato i miei rapporti con la basilare regola della sincerità, anche perchè “Le bugie hanno le gambe corte” eppure ho sempre trovato in risposta soltanto tante bugie. Si, di certo no sono un santo e queste sono state in parte quasi sempre giustificate dal mio carattere, però quando chiedi ad una persona di non mentirti perchè le bugie continuano ad arrivare? Forse quando i miei capelli saranno più bianchi o quando sarò più maturo, riuscirò a trovare una spiegaione a questo… o almeno lo spero…

Destino, cosa è il destino?
Con destino o fato ci si riferisce all’insieme di tutti gli eventi inevitabili che accadono in una linea temporale. Può essere concepito come l’irresistibile potere o agente che determina il futuro, sia in termini generali che di singolo individuo. Il concetto è basato sul credo che esista un ordine naturale prefissato nell’universo. Questa è una sintetica definizione di destino che ho trovato su wikipedia. Io penso al destino talvolta come una persona… si effettivamente la visione che appare nella mitologia greca e romana mi affascina e sotto alcuni aspetti mi “convince”.  Come dicevo prima penso al destino come un uomo… una divinità, che decide le nostre sorti, che ci fa incontrare persone… Penso alle persone che ho conosciuto e che prima o poi ho riincontrato… grazie naturalmente al destino… Penso agli eventi creati dal destino che hanno cambiato la mia vita che mi hanno reso quello che sono… Sicuramente c’è un disegno, un progetto a monte al quale anche lui è subordinato… un disegno sul quale basarsi per le sue scelte, per muovere le ore, i luoghi ed altro per combinare incontri… Sarà il mio io da eterno sognatore romantico, ma il destino lo associo proprio al lato amoroso… E’ proprio per questo che ora come ora penso a cosa sta facendo il destino cone me… che strategia sta adottando e che cosa ha in mente… L’unica cosa che spero è che non abbia, almeno per il futuro più vicino, sorprese non belle…
Beh ora, destino  non destino vado a nanna, pensando alla giornata di domani….

Destino, cosa è il destino?

Con destino o fato ci si riferisce all’insieme di tutti gli eventi inevitabili che accadono in una linea temporale. Può essere concepito come l’irresistibile potere o agente che determina il futuro, sia in termini generali che di singolo individuo. Il concetto è basato sul credo che esista un ordine naturale prefissato nell’universo.
Questa è una sintetica definizione di destino che ho trovato su wikipedia. Io penso al destino talvolta come una persona… si effettivamente la visione che appare nella mitologia greca e romana mi affascina e sotto alcuni aspetti mi “convince”.  Come dicevo prima penso al destino come un uomo… una divinità, che decide le nostre sorti, che ci fa incontrare persone… Penso alle persone che ho conosciuto e che prima o poi ho riincontrato… grazie naturalmente al destino… Penso agli eventi creati dal destino che hanno cambiato la mia vita che mi hanno reso quello che sono… Sicuramente c’è un disegno, un progetto a monte al quale anche lui è subordinato… un disegno sul quale basarsi per le sue scelte, per muovere le ore, i luoghi ed altro per combinare incontri… Sarà il mio io da eterno sognatore romantico, ma il destino lo associo proprio al lato amoroso… E’ proprio per questo che ora come ora penso a cosa sta facendo il destino cone me… che strategia sta adottando e che cosa ha in mente… L’unica cosa che spero è che non abbia, almeno per il futuro più vicino, sorprese non belle…

Beh ora, destino  non destino vado a nanna, pensando alla giornata di domani….

…omissis
L’amore, cos’è l’amore?
L’amore è uno splendido suono che trapana le nostre menti, i nostri cuori.
L’amore è un soave canto che ci attira come Ulisse dalle sirene.
L’amore è un inebriante liquore che cambia il nostro io. L’amore è una pietra miliare nei cuori dell’umanità.
L’amore è un dono che va ben oltre le ricchezze materiali e spirituali.
L’amore è un inaspettato ospite che arriva e gonfia come un palloncino il tuo cuore.
L’amore è una bomba senza timer che, quando meno te lo aspetti, esplode.
L’amore è un cantiere sempre aperto, che costruisce, restaura e rivitalizza il tuo cuore.
L’amore è fiducia anche quando non se ne dovrebbe avere; è pazienza anche quando i limiti sono stati superati; è essere premurosi soprattutto nei momenti grigi della vita.
L’amore è una eterna gioia senza ira ed ingiustizia; è l’azzurro del cielo ed il blu del mare, è la libertà di amare ed essere amati.
L’amore è l’eterna primavera della nostra vita, è ciò che persiste anche dopo la morte.
L’amore è una spiaggia, un tramonto e delle impronte sul bagnasciuga.
L’amore è il calore di un forte abbraccio, è una parola sussurrata in un orecchio.
L’amore è ciò che non ha tempo, è la droga di due che s’amano e non si accorgono dell’ingrigire dei loro capelli.
…omissis…
Sono passati 10 anni da quando in un tema scolastico così descrivevo l’amore… Sicuramente un modo puerile per descrivere quella cosa indescrivibile a cui noi sappiamo soltanto affidare una denominazione, a cui attribuiamo una parola. Ogni tanto mi chiedo se nella vita ho amato… Effettivamente come possiamo dirlo… l’amore non è una malattia, in cui le sintomatologie ci indicano in modo inequivocabile che siamo ammalati… E quindi talvolta penso di aver amato ed altre volte penso che l’amore debba ancora venirmi a trovare…

…omissis

L’amore, cos’è l’amore?

L’amore è uno splendido suono che trapana le nostre menti, i nostri cuori.

L’amore è un soave canto che ci attira come Ulisse dalle sirene.

L’amore è un inebriante liquore che cambia il nostro io. L’amore è una pietra miliare nei cuori dell’umanità.

L’amore è un dono che va ben oltre le ricchezze materiali e spirituali.

L’amore è un inaspettato ospite che arriva e gonfia come un palloncino il tuo cuore.

L’amore è una bomba senza timer che, quando meno te lo aspetti, esplode.

L’amore è un cantiere sempre aperto, che costruisce, restaura e rivitalizza il tuo cuore.

L’amore è fiducia anche quando non se ne dovrebbe avere; è pazienza anche quando i limiti sono stati superati; è essere premurosi soprattutto nei momenti grigi della vita.

L’amore è una eterna gioia senza ira ed ingiustizia; è l’azzurro del cielo ed il blu del mare, è la libertà di amare ed essere amati.

L’amore è l’eterna primavera della nostra vita, è ciò che persiste anche dopo la morte.

L’amore è una spiaggia, un tramonto e delle impronte sul bagnasciuga.

L’amore è il calore di un forte abbraccio, è una parola sussurrata in un orecchio.

L’amore è ciò che non ha tempo, è la droga di due che s’amano e non si accorgono dell’ingrigire dei loro capelli.

…omissis…

Sono passati 10 anni da quando in un tema scolastico così descrivevo l’amore… Sicuramente un modo puerile per descrivere quella cosa indescrivibile a cui noi sappiamo soltanto affidare una denominazione, a cui attribuiamo una parola. Ogni tanto mi chiedo se nella vita ho amato… Effettivamente come possiamo dirlo… l’amore non è una malattia, in cui le sintomatologie ci indicano in modo inequivocabile che siamo ammalati… E quindi talvolta penso di aver amato ed altre volte penso che l’amore debba ancora venirmi a trovare…

“Non nella novità, ma nell’abitudine troviamo i piaceri più grandi”
Inizio proprio con questa frase il blog del mio spaces, ovvero con la frase che mi ha portato a leggere “Le diable au corps” di Raymond Radiguet.
Non ricordo dove lessi questa frase, so solo che tanto mi entusiasmava scoprire quale era il contesto in cui l’autore la scrisse nel suo libro che non solo andai in cerca della fonte, che ancora ignoravo, ma anche e soprattutto de libro. Beh ora non voglio fare una relazione del libro, ma riflettere su quello che è stata la mia riflessione dopo averlo letto. Sicuramente la novità porta piaceri, porta anche gioia, ma sono sensazioni temporanee, passeggere che si dissolvono poco dopo… l’abitudine invece può darti quel benessere che dura nel tempo, che non svanisce… Basti pensare alla solitudine che si prova quando ci si trova da soli in un letto a fissare il soffitto, senza nessuno a fianco, senza qualcuno che anche soltanto con la sua presenza ti dia il suo calore, che condivida quegli attimi, magari fatti anche della sola presenza, che però restano. Si, concordo con Radiguet che mangari anche una cosa banale porti al benessere interiore di cui tutti prima o poi abbiamo bisogno. Infatti nella vita, chi prima chi poi , si sente la necessità di trovare qualcuno con cui condividere questi momenti, non ricercando più la novità ma dedicandosi a questa routine di benessere… fatta anche di novità…

“Non nella novità, ma nell’abitudine troviamo i piaceri più grandi”

Inizio proprio con questa frase il blog del mio spaces, ovvero con la frase che mi ha portato a leggere “Le diable au corps” di Raymond Radiguet.

Non ricordo dove lessi questa frase, so solo che tanto mi entusiasmava scoprire quale era il contesto in cui l’autore la scrisse nel suo libro che non solo andai in cerca della fonte, che ancora ignoravo, ma anche e soprattutto de libro. Beh ora non voglio fare una relazione del libro, ma riflettere su quello che è stata la mia riflessione dopo averlo letto. Sicuramente la novità porta piaceri, porta anche gioia, ma sono sensazioni temporanee, passeggere che si dissolvono poco dopo… l’abitudine invece può darti quel benessere che dura nel tempo, che non svanisce… Basti pensare alla solitudine che si prova quando ci si trova da soli in un letto a fissare il soffitto, senza nessuno a fianco, senza qualcuno che anche soltanto con la sua presenza ti dia il suo calore, che condivida quegli attimi, magari fatti anche della sola presenza, che però restano. Si, concordo con Radiguet che mangari anche una cosa banale porti al benessere interiore di cui tutti prima o poi abbiamo bisogno. Infatti nella vita, chi prima chi poi , si sente la necessità di trovare qualcuno con cui condividere questi momenti, non ricercando più la novità ma dedicandosi a questa routine di benessere… fatta anche di novità…