Occhi chiari, brillanti a volta fuggitivi
un verde di lunghe pianure e colline
occhi sognatori, romantici
poetica esplosione di luce
occhi caldi, passionali
braciere mai spento
occhi sensibili e dolci
occhi vispi e puerili
occhi felici e spensierati
occhi innamorati in gioco
occhi di luna piena d’estate
occhi di mare calmo al tramonto
occhi d’amore
i tuoi occhi…
Non devo aggiunngere commenti o descrizione a ciò che ho scritto sopra. Questi sono i miei penseri mentre penso a quegli occhi… Eh si… quei due occhioni sono ormai impressi indelebilmente, sono fotografati nel mio cuore e lo saranno per sempre…
Occhi chiari, brillanti a volta fuggitivi
un verde di lunghe pianure e colline
occhi sognatori, romantici
poetica esplosione di luce
occhi caldi, passionali
braciere mai spento
occhi sensibili e dolci
occhi vispi e puerili
occhi felici e spensierati
occhi innamorati in gioco
occhi di luna piena d’estate
occhi di mare calmo al tramonto
occhi d’amore
i tuoi occhi…
Non devo aggiunngere commenti o descrizione a ciò che ho scritto sopra. Questi sono i miei penseri mentre penso a quegli occhi… Eh si… quei due occhioni sono ormai impressi indelebilmente, sono fotografati nel mio cuore e lo saranno per sempre…
ore 03.05 alla fine oramai questo è il mio orario preferto per scrivere sul blog… Sono appena tornato a casa, stanco, direi proprio esausto! Dio mio questa estate è proprio massacrante ed il calore dentro le mie mura domestiche di certo non è da meno… Anche oggi una bella giornata, ma soprattutto delle bellissime foto! Dio mio quanto amo le foto…. imprigionare, cristalizzare delle immagini è una cosa a dir poco bellissima, soprattutto quando le fai con “qualcuno”. Saranno attimi che non dimenticherò, anche quando, magari fra anni, i miei capelli saranno grigi e la mia pelle piena di rughe. Le foto congelano istanti della nostra vita che vorremmo o non vorremmo ricordare, ma che sicuramente ci hanno reso felici. Eh si, a distanza di anni le foto sanno ricreare dentro le stesse emozioni vissute in quel click; ci fanno riassaporare i momenti fatti di profumi, che indelebili riattraversano le nostre menti. Ci sono foto che mi ricatapultano veramente all’atto di quando le scattai con un coinvolgimento di tutti i sensi: riesco a sentire i rumori, il profumo dell’aria, il calore di un abbraccio e la tenerezza d uno sguardo. Sarebbe bello poter rivivere i momenti come il protagonista di “The Butterfly effect” soltanto osservando una foto, magari sconvolgendo gli errori fatti o dicendo quelle parole che non sono mai state dette, però la vita è questa e bisogna sottostare alle sue regole. Ogni tanto quando osservo foto di gente che non conosco penso ai pensieri, alle sensazion provate quando le stavano facendo, penso ai destini più o meno felici che si sono succeduti a quel click, penso a quello che può essere successo…
Non vengo bene in foto… non sono proprio fotogenico, oppure non mi reputo tale, tant’è che ogni qualvolta mi vedo in foto non mi piaccio (Beh ancor peggio quando sento la mia voce registrata). Però amo farle, amo fermare quei momenti, magari semplici e futili, che sono avvenuti in un momento della mia vita. Le foto infatti non solo ricordano il nostro passato, ma anche ci ricordano che il tempo passa… Di fronte ad una foto ci rendiamo conto di quanto tempo è passato e di come magari sia volato.
ore 03.05 alla fine oramai questo è il mio orario preferto per scrivere sul blog… Sono appena tornato a casa, stanco, direi proprio esausto! Dio mio questa estate è proprio massacrante ed il calore dentro le mie mura domestiche di certo non è da meno… Anche oggi una bella giornata, ma soprattutto delle bellissime foto! Dio mio quanto amo le foto…. imprigionare, cristalizzare delle immagini è una cosa a dir poco bellissima, soprattutto quando le fai con “qualcuno”. Saranno attimi che non dimenticherò, anche quando, magari fra anni, i miei capelli saranno grigi e la mia pelle piena di rughe. Le foto congelano istanti della nostra vita che vorremmo o non vorremmo ricordare, ma che sicuramente ci hanno reso felici. Eh si, a distanza di anni le foto sanno ricreare dentro le stesse emozioni vissute in quel click; ci fanno riassaporare i momenti fatti di profumi, che indelebili riattraversano le nostre menti. Ci sono foto che mi ricatapultano veramente all’atto di quando le scattai con un coinvolgimento di tutti i sensi: riesco a sentire i rumori, il profumo dell’aria, il calore di un abbraccio e la tenerezza d uno sguardo. Sarebbe bello poter rivivere i momenti come il protagonista di “The Butterfly effect” soltanto osservando una foto, magari sconvolgendo gli errori fatti o dicendo quelle parole che non sono mai state dette, però la vita è questa e bisogna sottostare alle sue regole. Ogni tanto quando osservo foto di gente che non conosco penso ai pensieri, alle sensazion provate quando le stavano facendo, penso ai destini più o meno felici che si sono succeduti a quel click, penso a quello che può essere successo…
Non vengo bene in foto… non sono proprio fotogenico, oppure non mi reputo tale, tant’è che ogni qualvolta mi vedo in foto non mi piaccio (Beh ancor peggio quando sento la mia voce registrata). Però amo farle, amo fermare quei momenti, magari semplici e futili, che sono avvenuti in un momento della mia vita. Le foto infatti non solo ricordano il nostro passato, ma anche ci ricordano che il tempo passa… Di fronte ad una foto ci rendiamo conto di quanto tempo è passato e di come magari sia volato.
ho pochissimi minuti, ma ho troppo voglia di scrivere… perchè? Perchè sono contento… Mi riempio di gioia e….
Beh, nonostante stia morendo dalla voglia di lei, riesco ad accontentarmi di sentirla finalmente serena dall’altra parte del telefono… La mia gioia dipende anche dalla sua serenità… Non c’è felicità più grande di sentirla finalmente star meglio perchè “i tuoi problemi lo sai sono i miei”… Questa estate sta iniziando a prendere il verso giusto…
Questo sole ha schiarito le nuvole che ingrigivano le nostre anime
ho pochissimi minuti, ma ho troppo voglia di scrivere… perchè? Perchè sono contento… Mi riempio di gioia e….
Beh, nonostante stia morendo dalla voglia di lei, riesco ad accontentarmi di sentirla finalmente serena dall’altra parte del telefono… La mia gioia dipende anche dalla sua serenità… Non c’è felicità più grande di sentirla finalmente star meglio perchè “i tuoi problemi lo sai sono i miei”… Questa estate sta iniziando a prendere il verso giusto…
Questo sole ha schiarito le nuvole che ingrigivano le nostre anime
Osservo il sole che sorge
un nuovo dì che inizia
ricordo il primo giorno che t’ho incontrata
Osservo il sole a mezzogiorno
vedo le nostre passeggiate, la tua mano
il tuo viso
Osservo il sole che tramonta
una giornata che finisce e
vedo noi due e il nostro amore
Eh si… l’amore è proprio come una giornata! Può sembrare assurdo, ma l’amore metaforicamente si adatta perfettamente a tante cose… C’è chi l’ha comparato alla luna, con le sue fasi… c’è chi lo ha comparato ad un anno con le sue stagioni…. c’è chi lo ha paragonato all’acqua… Io, in questo piccolo componimento del 1997 ho deciso di paragonarlo ad una giornata, fatta di alba, mezzogiorno e tramonto…. L’osservare alba e tramonto, con il loro contrapporsi, resta dentro… Non dimentico e non dimenticherò tutti i tramonti visti da una panchina della mia amata isoletta, come non scorderò mai le notti trascorse sulla sabbia aspettando l’alba…. L’amore è proprio come una giornata e vi sono mille ragioni… Come dicevo prima sia le albe che i tramonti restano dentro di noi, nei nostri ricordi… allo stesso modo anche gli amori passati non si dimenticano… Non è soltanto questo a spingermi a rendere simili amore e giornata… Il cuore di questa mia tesi si basa su ben altri criteri. La giornata e l’amore di una relazione hanno un inizio, un apice ed una fine (purtroppo), proprio come una giornata. L’alba diventa quindi l’inizio di una storia amorosa, con il primo incontro dell’amata… La storia prosegue, gli amanti continuano il loro cammino, sino ad arrivare al mezzogiorno ove, come per l’alba, sono conservati i ricordi più belli fatti di passeggiate, di calde strette di mano, di un viso, uno sguardo indelebile. E poi il tramonto, la fine di una giornata e la fine di un amore…
Fato volle che la relazione che mi spinse a scrivere queste parole aveva avuto inizio proprio di mattina… non proprio all’alba, ma comunque di mattina presto… e che la fine di tale storia avvenne proprio in un tramonto esitvo…
Osservo il sole che sorge
un nuovo dì che inizia
ricordo il primo giorno che t’ho incontrata
Osservo il sole a mezzogiorno
vedo le nostre passeggiate, la tua mano
il tuo viso
Osservo il sole che tramonta
una giornata che finisce e
vedo noi due e il nostro amore
Eh si… l’amore è proprio come una giornata! Può sembrare assurdo, ma l’amore metaforicamente si adatta perfettamente a tante cose… C’è chi l’ha comparato alla luna, con le sue fasi… c’è chi lo ha comparato ad un anno con le sue stagioni…. c’è chi lo ha paragonato all’acqua… Io, in questo piccolo componimento del 1997 ho deciso di paragonarlo ad una giornata, fatta di alba, mezzogiorno e tramonto…. L’osservare alba e tramonto, con il loro contrapporsi, resta dentro… Non dimentico e non dimenticherò tutti i tramonti visti da una panchina della mia amata isoletta, come non scorderò mai le notti trascorse sulla sabbia aspettando l’alba…. L’amore è proprio come una giornata e vi sono mille ragioni… Come dicevo prima sia le albe che i tramonti restano dentro di noi, nei nostri ricordi… allo stesso modo anche gli amori passati non si dimenticano… Non è soltanto questo a spingermi a rendere simili amore e giornata… Il cuore di questa mia tesi si basa su ben altri criteri. La giornata e l’amore di una relazione hanno un inizio, un apice ed una fine (purtroppo), proprio come una giornata. L’alba diventa quindi l’inizio di una storia amorosa, con il primo incontro dell’amata… La storia prosegue, gli amanti continuano il loro cammino, sino ad arrivare al mezzogiorno ove, come per l’alba, sono conservati i ricordi più belli fatti di passeggiate, di calde strette di mano, di un viso, uno sguardo indelebile. E poi il tramonto, la fine di una giornata e la fine di un amore…
Fato volle che la relazione che mi spinse a scrivere queste parole aveva avuto inizio proprio di mattina… non proprio all’alba, ma comunque di mattina presto… e che la fine di tale storia avvenne proprio in un tramonto esitvo…
Ore 08:52…. lunedì…
Sono 4 giorni che non aggiorno il mio blog ed il motivo è semplice: il tempo è sempre meno… Tra il lavoro e la mia piccola non mi rimane molto tempo da dedicare ai miei pensieri… Oggi ho un solo pensiero in testa e perchè non parlarne sul blog? Ho una curiosità grandissima di vedere come si evolveranno le cose oggi, di vedere come andrà questa “prova del 9″… Sono proprio curioso… alla fine resto sempre della convinzione che
“i sentimenti, nella loro limpidezza, traspaiono non da grandi gesti ma dalle piccole cose…”
Ore 08:52…. lunedì…
Sono 4 giorni che non aggiorno il mio blog ed il motivo è semplice: il tempo è sempre meno… Tra il lavoro e la mia piccola non mi rimane molto tempo da dedicare ai miei pensieri… Oggi ho un solo pensiero in testa e perchè non parlarne sul blog? Ho una curiosità grandissima di vedere come si evolveranno le cose oggi, di vedere come andrà questa “prova del 9″… Sono proprio curioso… alla fine resto sempre della convinzione che
“i sentimenti, nella loro limpidezza, traspaiono non da grandi gesti ma dalle piccole cose…”
Era inevitabile… Dopo aver dormito questo pomeriggio mi ritrovo alle 1.35 senza il minimo sonno… Devo ammettere che avevi ragione. Sto in questi istanti realizzando il disegno di ciò che in mattinata ho intenzione di fare… Sto calcolando orari e tempi, nella speranza di farcela… E’ un’impresa ardua, ma io non mi faccio mai intimorire da nulla… anzi, più è difficile quello che voglio fare e più sono spronato nel farlo… Cosa voglio fare? Beh semplice l’unica cosa per cui ammetto una bugia. Devo fare molta attenzione e valutare tante cose… La prima che mi viene in mente è che fra meno di 5 ore sarò già in piedi, pronto a iniziare la mia “missione”… quindi devo sforzarmi di dormire un po… La seconda cosa a cui sicuramente devo fare attenzone consiste nell’entrare nella “tana del lupo” senza essere notato e senza lasciare traccia… forse la parte più ardua… (mi sembra di essere in un cartone di Tom&Jerry, laddove Tom deve sottrarre l’osso al bull dog che, dormiente, lo custodisce tra le sue zampe). Sono indeciso solo sul “post missione” e quindi lascio al mio amato destino la decisione… Beh ora forse è meglio se veramente vado a dormire, altrimenti la missione partirà di certo non con il verso giusto…
Sono le nove e sono ancora sveglio… Dopo una notte che non finiva più questa mattina alle 4 e 30 circa ho finalmente rivisto un cielo senza nuvole e finalmente il sole…. Un sole che in qesti giorni sembrava un miraggio tant’è che non ho resistito a non mandare un sms… Fuori finalmente c’è un tempo stupendo, anche se la pioggia non aveva cambiato l’estate che era già scoppiata dentro me. Ora non riesco a dormire, nonostante un sonno terribile… Ho provato a distendermi a letto, ma niente continuo a fissare il soffitto… sarà il tempo o forse no… Mah… Saranno solo pensieri che vagano nella mia mente…. Speriamo vada tutto bene… Lo spero con tutto il cuore…!
Chiamarsi “Amore” è sicuramente tra i vezzeggiativi che si possono utilizzare per chiamare il proprio partner quello che preferisco. Mi piace trovare sempre nomignoli differenti… naturalmente appropriati! Non ho e non utilizzo mai gli stessi, perchè le sensazioni che sa darti una persona e quello che senti non è mai uguale… Tornando a “amore”… beh amore scaurisce in me tante cose… Sentirmi chiamare amore mi fa sentire coccolato… anche la mamma mi chiamava “Amore”
Anche io a mia volta chiamo amore… Questa parola esce dalle labbra senza che me ne accorga e può passare inosservata… Se però viene notata mi imbarazzo… non so perchè… è come il non voler far vedere la mia parte interiore, quello che c’è sono sotto questi mille gusci… (Sto bene dentro il mio guscio… sono protetto)
Cuore a 1000, ansia paurosa e poi aprire gli occhi e fissare ancora quella sveglia ed anche oggi quelle tre cifre: 4:09… E’ il secondo giorno che mi sveglio alle 4 e 09 e la cosa mi inquieta parecchio… Anche oggi come ieri mi sono svegliato di soprassalto non ricordando cosa stavo sognando. Beh presumo un incubo, altrimenti non si spiegherebbero il battito così accelerato ed un’ansia da panico in corpo… Quello che non mi spiegho sono quelle cifre che come anche oggi “mi perseguitano”… Eppure ieri ho passato una bella serata, tranquilla spensierata, di quelle che ne passeresti ancora 1000 e poi 1000 e poi 1000 ancora…. Anche oggi come ieri mi sono alzato e messo davanti a questo pc ad esternare queste sensazioni (speriamo che almeno oggi riesca a pubblicare questo intervento, altrimenti è proprio una condanna!!!). Cosa mi succede? Cos’è che mi porta, nonostante la stanchezza e sonno, a svegliarmi a questa precisa ora? Beh come prima cosa sicuramente domani inizierò con il togliere quella sveglia dal mio comodino… quella sveglia che era puntata per le 6 e 50, quella sveglia che anche oggi mi ha strappato silenziosamente dalle braccia di Morfeo.
27 anni, un lavoro, una casa, padre madre e sorella che mi vogliono bene… Beh di certo non mi manca nulla eppure talvolta sono insoddisfatto e il perchè non lo so neppure io… il perchè trova radice nel fatto che neppure io so cosa voglio dalla vita. Beh di certo voglio serenità e gioia. Beh sembrerò magari a tratti patetico, ma non è semplice trovare serenità e gioia. Quando pensi di aver raggiunto tutti gli scopi che ti eri prefisso, quando pensi di aver reggiunto le mete ti ritrovi a non sapere più cosa vuoi. Ci sono giorni che vorrei una ragazza, una donna, un amore… ed altri che non vorrei avere nessuno al fianco, starmene da solo “nella mia tana” osservando tutto ciò che mi accade intorno da spettatore. Arrivato a 27 anni mi accorgo di non essere più un bambino, anche se mi sembra ieri che giocavo con i lego. Sembra passato un giorno da quando sono partito dalla mia amata Venezia, staccandomi da quel cordone ombelicale che mi univa a famiglia amici e tante belle abitudini. Pensavo di essere contento di quella scelta da cui non si torna indietro… Eppure sono passati già 8 anni, anni che hanno segnato la mia vita, che mi hanno cambiato… Vorrei tanto essere quello che ero, ma anche questo cambiameno, voluto o non, fa parte della vita e bisogna accettarlo… Sicuramente sono sempre in tempo a migliorarmi, anche se, conoscendomi, penso che resterò quello che sono. Sono un bambino in un corpo da adulto, un po come nel film “Big”… Il tempo passa, gli anni passano eppure non me ne accorgo… Cosa voglio? Semplice voglio quello che non posso avere…Nel 1996 scrivevo:
Ciò che desideri infinitamente
forse non lo avrai mai…
Guarda in fondo al cuore,
perchè lì troverai cià che vuoi veramente
e che puoi ottenere
Effettivamente volere e desiderare sono due cose distinte e separate. Non ricordo in quale occasione cristallizzai questa frase, ma ora pensandoci bene, forse confondo cio che voglio con ciò che desidero. Forse quello che voglio è lineare, chiaro, semplice… ma è confuso dai miei mille desideri.
27 anni, un lavoro, una casa, padre madre e sorella che mi vogliono bene… Beh di certo non mi manca nulla eppure talvolta sono insoddisfatto e il perchè non lo so neppure io… il perchè trova radice nel fatto che neppure io so cosa voglio dalla vita. Beh di certo voglio serenità e gioia. Beh sembrerò magari a tratti patetico, ma non è semplice trovare serenità e gioia. Quando pensi di aver raggiunto tutti gli scopi che ti eri prefisso, quando pensi di aver reggiunto le mete ti ritrovi a non sapere più cosa vuoi. Ci sono giorni che vorrei una ragazza, una donna, un amore… ed altri che non vorrei avere nessuno al fianco, starmene da solo “nella mia tana” osservando tutto ciò che mi accade intorno da spettatore. Arrivato a 27 anni mi accorgo di non essere più un bambino, anche se mi sembra ieri che giocavo con i lego. Sembra passato un giorno da quando sono partito dalla mia amata Venezia, staccandomi da quel cordone ombelicale che mi univa a famiglia amici e tante belle abitudini. Pensavo di essere contento di quella scelta da cui non si torna indietro… Eppure sono passati già 8 anni, anni che hanno segnato la mia vita, che mi hanno cambiato… Vorrei tanto essere quello che ero, ma anche questo cambiameno, voluto o non, fa parte della vita e bisogna accettarlo… Sicuramente sono sempre in tempo a migliorarmi, anche se, conoscendomi, penso che resterò quello che sono. Sono un bambino in un corpo da adulto, un po come nel film “Big”… Il tempo passa, gli anni passano eppure non me ne accorgo… Cosa voglio? Semplice voglio quello che non posso avere…Nel 1996 scrivevo:
Ciò che desideri infinitamente
forse non lo avrai mai…
Guarda in fondo al cuore,
perchè lì troverai cià che vuoi veramente
e che puoi ottenere
Effettivamente volere e desiderare sono due cose distinte e separate. Non ricordo in quale occasione cristallizzai questa frase, ma ora pensandoci bene, forse confondo cio che voglio con ciò che desidero. Forse quello che voglio è lineare, chiaro, semplice… ma è confuso dai miei mille desideri.
Ore 04.26, si prospetta un’altra notte insonne. Sono appena tornato a casa… Mi sono steso nel letto alle 2 circa con il buon proposito di dormire, ma a quanto pare anche questa notte Morfeo non mi vuole accogliere… Di sto passo mi trasformerò in un vampiro (beh, già la passione per il “collo”, di qualcuna, non manca…). Alle 3 ero già sveglio con la tv che mandava in onda i soliti telefim notturni. Il risveglio è stato come uscire da un coma, stanco… disorientato e… affamato; ho guardato l’ora ed è cresciuta l’ansia e mi sono detto: “che faccio”. Ho ben pensato di vestirmi e girovagare un po’ per questo paese. E’ bello vedere questa città (Cernusco) di notte… non c’è un’anima in giro! Sembra di essere in un film, sembra di ssere in una città fantasma se non fosse per per gli uccellini che, già svegli, discuton tra di loro… Il cinguettio mi riporta alla realtà, mi distacca da quello che sembra essere uno dei tanti sogni… Cammino… Cammino, osservo le luci riflettersi sull’asfalto bagnato, i semafori scandire i secondi, mentre le mie gambe come un automa mi allontanano da casa. Arrivo sino alla Strada Statale, anche quì non c’è anima viva, non c’è auto che passi, c’è solo il silenzio. Questo silenzio monotono, quasi fastidioso, di una città che dorme. Beh, forse no hanno tutti i torti, sono quasi le 4 del mattino. Che fare? Cosa non c’è di meglio che un buon panino alle 4 di mattina… Continuo il viaggio a bordo di me stesso, unico mezzo a mia disposizone… Cammino, cammino. Arrivo in via Torino e mi accorgo che il buon vecchio Chavez non ha ancora chiuso completamente i battenti… si intravede da distante la luce del chiosco… Accelero il passo, pensando che se non ha chiuso non mancheranno di certo anni… Giungo al chiosco, sono salvo! Vi è ancora la possibilità di gustare un buon panino con una coca. Divoro il panino in pochi secondi e mi sembra di rinascere. La coca scivola con le sue bollicine nella mia gola…. mi sembra d’essere uno sventurato che ha trovato l’oasi nel deserto. Qualche chiacchera, parlare del più e del meno, ringraziando in continuazione quanto un salvatore. E poi ancora camminare, questa volta con la testa altrove… Sarà stata fame? Mah… A ritroso ricomincio la strada che mi ha portato lì, la situazione non è cambiata… il cielo soltanto, nonostante le sue affezionate nuvole, sembra schiarirsi… E poi finalmente arrivare ancora a casa, riaprire quel portone in vetro e la porta di casa… E poi eccomi qui…
Tunnel è un “componimento” che scrissi nel 1998, se non sbaglio a ottobre/novembre pensando alla mia ex ragazza. Ricordo benissimo quel periodo, quelle sensazioni… Eppure sono passati quasi 10 anni… Cavolo come vola il tempo e quante cose accadono… Ricordo di averlo scritto in una sera, mentre dal terrazzo osservavo le stelle… La penna scorreva veloce sulla carta e non mi rendevo conto di quello che stavo scrivendo… La riflessione si basava su uno sguardo… che non portava da nessuna parte… L’aver finito l’ennesima relazione adolescenziale, il ritrovarsi nuovamente spaesato da questa situzione… di essere spaventato dal rimanere solo… Beh rimanere soli presumo sia una paura che abbiamo tutti quando ci lasciamo da qualcuno… Penso sia un pensiero inevitabile…
Nelle prime righe descrivevo il mio disorientamento, la mia paura, il mio disagio nel guardare negli occhi la mia amata nella consapevolezza che quella sarebbe stata l’ultima volta che ci saremmo guardati. Lo sguardo è in grado di trasmettere tante di quelle sensazioni….
Nella seconda parte le preoccupazioni si spostavano già nel pensiero pessimista di quello che sarebbe successo dopo, nella sofferenza che avrei sicuramente provato, quasi stanco di continuare a soffrire per amore…
Nella terza parte segno il distacco, l’allontanamento…. Mi sento come una barca portata alla deriva, ingovernabile ed ingovernata.
Concludo però tirando fuori un po di orgoglio mettendo io la parola fine con un addio. Facendomi vedere forte, fingendo di avercela fatta.
Eh si, talvolta bisogna mentire a se stessi per superare dei momenti.
Mi perdo nei tuoi occhi
dio mio dov’è l’uscita
uno spiraglio ove fuggire
non voglio stare qui
Mi perdo nei tuoi occhi
ho paura di ciò che può accadarere
non posso anche stavolta
Mi perdo nei tuoi occhi
sono ormai alla deriva
Ecco
ce l’ho fatta
Addio
Tunnel è un “componimento” che scrissi nel 1998, se non sbaglio a ottobre/novembre pensando alla mia ex ragazza. Ricordo benissimo quel periodo, quelle sensazioni… Eppure sono passati quasi 10 anni… Cavolo come vola il tempo e quante cose accadono… Ricordo di averlo scritto in una sera, mentre dal terrazzo osservavo le stelle… La penna scorreva veloce sulla carta e non mi rendevo conto di quello che stavo scrivendo… La riflessione si basava su uno sguardo… che non portava da nessuna parte… L’aver finito l’ennesima relazione adolescenziale, il ritrovarsi nuovamente spaesato da questa situzione… di essere spaventato dal rimanere solo… Beh rimanere soli presumo sia una paura che abbiamo tutti quando ci lasciamo da qualcuno… Penso sia un pensiero inevitabile…
Nelle prime righe descrivevo il mio disorientamento, la mia paura, il mio disagio nel guardare negli occhi la mia amata nella consapevolezza che quella sarebbe stata l’ultima volta che ci saremmo guardati. Lo sguardo è in grado di trasmettere tante di quelle sensazioni….
Nella seconda parte le preoccupazioni si spostavano già nel pensiero pessimista di quello che sarebbe successo dopo, nella sofferenza che avrei sicuramente provato, quasi stanco di continuare a soffrire per amore…
Nella terza parte segno il distacco, l’allontanamento…. Mi sento come una barca portata alla deriva, ingovernabile ed ingovernata.
Concludo però tirando fuori un po di orgoglio mettendo io la parola fine con un addio. Facendomi vedere forte, fingendo di avercela fatta.
Eh si, talvolta bisogna mentire a se stessi per superare dei momenti.
Mi perdo nei tuoi occhi
dio mio dov’è l’uscita
uno spiraglio ove fuggire
non voglio stare qui
Mi perdo nei tuoi occhi
ho paura di ciò che può accadarere
non posso anche stavolta
Mi perdo nei tuoi occhi
sono ormai alla deriva
Ecco
ce l’ho fatta
Addio
Sono ormai più di due settimane che piove e mi sono verametne Rotto! Ho iniziato queste mie ferie con la pioggia e naturalmente stanno terminando con lo stesso tempo… uff… Vabbè… Nonostante tutto questo maltempo, sono riuscito a trovare qualche spiraglio di luce… In questi giorni ho ritrovato un po della mia serenità interiore… Vuoi il riposo, talvolta eccessivo, vuoi altri fattori, da domani riprenderò a lavorare più sereno…. Me lo sento: inizio a lavorare e finisce questa stagione quasi equatoriale… finiscono ste benedette piogge e inizia un’altra estate. Ancora non so come sarà questa estate, spero soltanto che il lavoro ed il resto siano tranquilli… Le ultime due estati, anzi le ultime 3 non sono di certo state belle…
Oggi ultimo giorno di ferie… come passerò questo giorno… boh, stiamo a vedere… non ho grandi progetti nè aspettative dalla giornaa, soltanto dovrò distaccare il mio pensiero dalle ferie e rintrodurre nella mia testa il lavoro, che quasi ho dimenticato… Devo iniziare ad andare a letto primo, atrimenti non riprendo i miei vecchi ritmi… oddio, non che sia mai stato uno che si alza alle 7, però di certo non potrò andare avanti ad andare a letto alle 8 come oggi… Sono sicuro che anche domani mattina, o pomeriggio, quando mi alzerò vedrò ancora una volta il cielo di sto grigio opprimente…
Sono ormai più di due settimane che piove e mi sono verametne Rotto! Ho iniziato queste mie ferie con la pioggia e naturalmente stanno terminando con lo stesso tempo… uff… Vabbè… Nonostante tutto questo maltempo, sono riuscito a trovare qualche spiraglio di luce… In questi giorni ho ritrovato un po della mia serenità interiore… Vuoi il riposo, talvolta eccessivo, vuoi altri fattori, da domani riprenderò a lavorare più sereno…. Me lo sento: inizio a lavorare e finisce questa stagione quasi equatoriale… finiscono ste benedette piogge e inizia un’altra estate. Ancora non so come sarà questa estate, spero soltanto che il lavoro ed il resto siano tranquilli… Le ultime due estati, anzi le ultime 3 non sono di certo state belle…
Oggi ultimo giorno di ferie… come passerò questo giorno… boh, stiamo a vedere… non ho grandi progetti nè aspettative dalla giornaa, soltanto dovrò distaccare il mio pensiero dalle ferie e rintrodurre nella mia testa il lavoro, che quasi ho dimenticato… Devo iniziare ad andare a letto primo, atrimenti non riprendo i miei vecchi ritmi… oddio, non che sia mai stato uno che si alza alle 7, però di certo non potrò andare avanti ad andare a letto alle 8 come oggi… Sono sicuro che anche domani mattina, o pomeriggio, quando mi alzerò vedrò ancora una volta il cielo di sto grigio opprimente…
Inizio questo intervento alle 5 della mattina del 12 giugno 2008… Oggi mi sa che ho dormito troppo e stanotte non riesco proprio a dormire… Che fare se non esternare i proprio pensieri in questo mio piccolo spazio? Voglio ricollegarmi al precedente intervento per due validi motici: il primo che sia questo ntervento che quell’altro parlano di due cose contrapposte (prima “Bugie e Verità”, mentre ora “Odiare ed Amare”), il secondo motivo sta nel fatto che tali sensazioni possono trovare riscontro quando una persona viene tradita (vedesi tradimento morale da me indicato nel precedente intervento). Beh tornando al titolo, qualcuno di voi penserà che questi due sentimenti non hanno alcun punto in comune e che siano per l’appunto due cose contrapposte… Ma così non è… Già catullo, nel suo “Odi et Amo” descriveva l’amore per Lesbia, che lo aveva tradito ma soprattutto deluso. In altri versi dei suoi canti descriveva il suo desiderio nei confronti dell’amata ma l’assenza di stima ed affetto dicendo che “il tradimento in amore spinge ad amare di più ma a voler meno bene”. Ecco il testo integrale, molto corto del famoso componimento:
Odi et amo. quare id faciam, fortasse requiris.
nescio, sed fieri sentio et excrucior.
Il poeta parla di questo contrapporsi di sentimenti che lo tormenta, che lo “mette in croce” (excrucior), che non gli da pace.
Chiunque abbia amato veramente almeno una volta e che in questo amore si sia sentito tradito ha provato quello che scrisse Catullo…
Ognuno di noi reagisce a proprio modo, ma la sofferenza che si prova quando si ama penso sia comune a tutti…
Io naturalmente penso e mi riferisco alle persone che ho amato e che amerò (l’amore non muore) ed alla sofferenza provata nell’odiarle continuando ad amarle… Alle storie finite, alle promesse volate, all’ivasione, quasi barbarica, della soitudine nel cuore.
Inizio questo intervento alle 5 della mattina del 12 giugno 2008… Oggi mi sa che ho dormito troppo e stanotte non riesco proprio a dormire… Che fare se non esternare i proprio pensieri in questo mio piccolo spazio? Voglio ricollegarmi al precedente intervento per due validi motici: il primo che sia questo ntervento che quell’altro parlano di due cose contrapposte (prima “Bugie e Verità”, mentre ora “Odiare ed Amare”), il secondo motivo sta nel fatto che tali sensazioni possono trovare riscontro quando una persona viene tradita (vedesi tradimento morale da me indicato nel precedente intervento). Beh tornando al titolo, qualcuno di voi penserà che questi due sentimenti non hanno alcun punto in comune e che siano per l’appunto due cose contrapposte… Ma così non è… Già catullo, nel suo “Odi et Amo” descriveva l’amore per Lesbia, che lo aveva tradito ma soprattutto deluso. In altri versi dei suoi canti descriveva il suo desiderio nei confronti dell’amata ma l’assenza di stima ed affetto dicendo che “il tradimento in amore spinge ad amare di più ma a voler meno bene”. Ecco il testo integrale, molto corto del famoso componimento:
Odi et amo. quare id faciam, fortasse requiris.
nescio, sed fieri sentio et excrucior.
Il poeta parla di questo contrapporsi di sentimenti che lo tormenta, che lo “mette in croce” (excrucior), che non gli da pace.
Chiunque abbia amato veramente almeno una volta e che in questo amore si sia sentito tradito ha provato quello che scrisse Catullo…
Ognuno di noi reagisce a proprio modo, ma la sofferenza che si prova quando si ama penso sia comune a tutti…
Io naturalmente penso e mi riferisco alle persone che ho amato e che amerò (l’amore non muore) ed alla sofferenza provata nell’odiarle continuando ad amarle… Alle storie finite, alle promesse volate, all’ivasione, quasi barbarica, della soitudine nel cuore.
Essere un po’ bugiardi fa parte di tutti noi. La bugia si sa, parte si dall’infanzia come un gioco e poi col tempo con la crescita può diventare addirittura un’abitudine. Sicuramente anche se adulti mentiamo spesso e volentieri… Ci sono però bugie e bugie: io personalmente le raggruppo in 5 grosse categorie: le bugie dette al partner, le bugie dette al lavoro, le bugie dette agli amici, le bugie dette in famiglia e le bugie dette ai conoscenti o sconosciuti. A mia opinione le bugie dette al partner sono, al meno che non gli si voglia fare una sorpresa, quelle più brutte… intendo infatti la menzogna quanto un tradimento… un tradimento morale. E quindi una ripetuta menzogna può portare solo ed unicamente ad una rottura. La sincerità è alla base di un rapporto. Ed io personalmente ne so qualcosa… non perchè abbia mentito, bensì perchè sono stato tradito da mille bugie, che nel succedersi hanno portato ad una vera e propria crisi! Quando perdi la fiducia nel tuo partner arrivi al punto di diffidare di ogni cosa, di ogni parola; arrivi ad impazzire nel decifrare il suo comportamento… a pesare le proprie parole nel tentativo di capire quale sia la verità… Le bugie portano a litigi… le bugie portano amarezza… portano tristezza… Io ho sempre improntato i miei rapporti con la basilare regola della sincerità, anche perchè “Le bugie hanno le gambe corte” eppure ho sempre trovato in risposta soltanto tante bugie. Si, di certo no sono un santo e queste sono state in parte quasi sempre giustificate dal mio carattere, però quando chiedi ad una persona di non mentirti perchè le bugie continuano ad arrivare? Forse quando i miei capelli saranno più bianchi o quando sarò più maturo, riuscirò a trovare una spiegaione a questo… o almeno lo spero…
Destino, cosa è il destino?
Con destino o fato ci si riferisce all’insieme di tutti gli eventi inevitabili che accadono in una linea temporale. Può essere concepito come l’irresistibile potere o agente che determina il futuro, sia in termini generali che di singolo individuo. Il concetto è basato sul credo che esista un ordine naturale prefissato nell’universo. Questa è una sintetica definizione di destino che ho trovato su wikipedia. Io penso al destino talvolta come una persona… si effettivamente la visione che appare nella mitologia greca e romana mi affascina e sotto alcuni aspetti mi “convince”. Come dicevo prima penso al destino come un uomo… una divinità, che decide le nostre sorti, che ci fa incontrare persone… Penso alle persone che ho conosciuto e che prima o poi ho riincontrato… grazie naturalmente al destino… Penso agli eventi creati dal destino che hanno cambiato la mia vita che mi hanno reso quello che sono… Sicuramente c’è un disegno, un progetto a monte al quale anche lui è subordinato… un disegno sul quale basarsi per le sue scelte, per muovere le ore, i luoghi ed altro per combinare incontri… Sarà il mio io da eterno sognatore romantico, ma il destino lo associo proprio al lato amoroso… E’ proprio per questo che ora come ora penso a cosa sta facendo il destino cone me… che strategia sta adottando e che cosa ha in mente… L’unica cosa che spero è che non abbia, almeno per il futuro più vicino, sorprese non belle…
Beh ora, destino non destino vado a nanna, pensando alla giornata di domani….
Destino, cosa è il destino?
Con destino o fato ci si riferisce all’insieme di tutti gli eventi inevitabili che accadono in una linea temporale. Può essere concepito come l’irresistibile potere o agente che determina il futuro, sia in termini generali che di singolo individuo. Il concetto è basato sul credo che esista un ordine naturale prefissato nell’universo.
Questa è una sintetica definizione di destino che ho trovato su wikipedia. Io penso al destino talvolta come una persona… si effettivamente la visione che appare nella mitologia greca e romana mi affascina e sotto alcuni aspetti mi “convince”. Come dicevo prima penso al destino come un uomo… una divinità, che decide le nostre sorti, che ci fa incontrare persone… Penso alle persone che ho conosciuto e che prima o poi ho riincontrato… grazie naturalmente al destino… Penso agli eventi creati dal destino che hanno cambiato la mia vita che mi hanno reso quello che sono… Sicuramente c’è un disegno, un progetto a monte al quale anche lui è subordinato… un disegno sul quale basarsi per le sue scelte, per muovere le ore, i luoghi ed altro per combinare incontri… Sarà il mio io da eterno sognatore romantico, ma il destino lo associo proprio al lato amoroso… E’ proprio per questo che ora come ora penso a cosa sta facendo il destino cone me… che strategia sta adottando e che cosa ha in mente… L’unica cosa che spero è che non abbia, almeno per il futuro più vicino, sorprese non belle…
Beh ora, destino non destino vado a nanna, pensando alla giornata di domani….
…omissis
L’amore, cos’è l’amore?
L’amore è uno splendido suono che trapana le nostre menti, i nostri cuori.
L’amore è un soave canto che ci attira come Ulisse dalle sirene.
L’amore è un inebriante liquore che cambia il nostro io. L’amore è una pietra miliare nei cuori dell’umanità.
L’amore è un dono che va ben oltre le ricchezze materiali e spirituali.
L’amore è un inaspettato ospite che arriva e gonfia come un palloncino il tuo cuore.
L’amore è una bomba senza timer che, quando meno te lo aspetti, esplode.
L’amore è un cantiere sempre aperto, che costruisce, restaura e rivitalizza il tuo cuore.
L’amore è fiducia anche quando non se ne dovrebbe avere; è pazienza anche quando i limiti sono stati superati; è essere premurosi soprattutto nei momenti grigi della vita.
L’amore è una eterna gioia senza ira ed ingiustizia; è l’azzurro del cielo ed il blu del mare, è la libertà di amare ed essere amati.
L’amore è l’eterna primavera della nostra vita, è ciò che persiste anche dopo la morte.
L’amore è una spiaggia, un tramonto e delle impronte sul bagnasciuga.
L’amore è il calore di un forte abbraccio, è una parola sussurrata in un orecchio.
L’amore è ciò che non ha tempo, è la droga di due che s’amano e non si accorgono dell’ingrigire dei loro capelli.
…omissis…
Sono passati 10 anni da quando in un tema scolastico così descrivevo l’amore… Sicuramente un modo puerile per descrivere quella cosa indescrivibile a cui noi sappiamo soltanto affidare una denominazione, a cui attribuiamo una parola. Ogni tanto mi chiedo se nella vita ho amato… Effettivamente come possiamo dirlo… l’amore non è una malattia, in cui le sintomatologie ci indicano in modo inequivocabile che siamo ammalati… E quindi talvolta penso di aver amato ed altre volte penso che l’amore debba ancora venirmi a trovare…
…omissis
L’amore, cos’è l’amore?
L’amore è uno splendido suono che trapana le nostre menti, i nostri cuori.
L’amore è un soave canto che ci attira come Ulisse dalle sirene.
L’amore è un inebriante liquore che cambia il nostro io. L’amore è una pietra miliare nei cuori dell’umanità.
L’amore è un dono che va ben oltre le ricchezze materiali e spirituali.
L’amore è un inaspettato ospite che arriva e gonfia come un palloncino il tuo cuore.
L’amore è una bomba senza timer che, quando meno te lo aspetti, esplode.
L’amore è un cantiere sempre aperto, che costruisce, restaura e rivitalizza il tuo cuore.
L’amore è fiducia anche quando non se ne dovrebbe avere; è pazienza anche quando i limiti sono stati superati; è essere premurosi soprattutto nei momenti grigi della vita.
L’amore è una eterna gioia senza ira ed ingiustizia; è l’azzurro del cielo ed il blu del mare, è la libertà di amare ed essere amati.
L’amore è l’eterna primavera della nostra vita, è ciò che persiste anche dopo la morte.
L’amore è una spiaggia, un tramonto e delle impronte sul bagnasciuga.
L’amore è il calore di un forte abbraccio, è una parola sussurrata in un orecchio.
L’amore è ciò che non ha tempo, è la droga di due che s’amano e non si accorgono dell’ingrigire dei loro capelli.
…omissis…
Sono passati 10 anni da quando in un tema scolastico così descrivevo l’amore… Sicuramente un modo puerile per descrivere quella cosa indescrivibile a cui noi sappiamo soltanto affidare una denominazione, a cui attribuiamo una parola. Ogni tanto mi chiedo se nella vita ho amato… Effettivamente come possiamo dirlo… l’amore non è una malattia, in cui le sintomatologie ci indicano in modo inequivocabile che siamo ammalati… E quindi talvolta penso di aver amato ed altre volte penso che l’amore debba ancora venirmi a trovare…
“Non nella novità, ma nell’abitudine troviamo i piaceri più grandi”
Inizio proprio con questa frase il blog del mio spaces, ovvero con la frase che mi ha portato a leggere “Le diable au corps” di Raymond Radiguet.
Non ricordo dove lessi questa frase, so solo che tanto mi entusiasmava scoprire quale era il contesto in cui l’autore la scrisse nel suo libro che non solo andai in cerca della fonte, che ancora ignoravo, ma anche e soprattutto de libro. Beh ora non voglio fare una relazione del libro, ma riflettere su quello che è stata la mia riflessione dopo averlo letto. Sicuramente la novità porta piaceri, porta anche gioia, ma sono sensazioni temporanee, passeggere che si dissolvono poco dopo… l’abitudine invece può darti quel benessere che dura nel tempo, che non svanisce… Basti pensare alla solitudine che si prova quando ci si trova da soli in un letto a fissare il soffitto, senza nessuno a fianco, senza qualcuno che anche soltanto con la sua presenza ti dia il suo calore, che condivida quegli attimi, magari fatti anche della sola presenza, che però restano. Si, concordo con Radiguet che mangari anche una cosa banale porti al benessere interiore di cui tutti prima o poi abbiamo bisogno. Infatti nella vita, chi prima chi poi , si sente la necessità di trovare qualcuno con cui condividere questi momenti, non ricercando più la novità ma dedicandosi a questa routine di benessere… fatta anche di novità…
“Non nella novità, ma nell’abitudine troviamo i piaceri più grandi”
Inizio proprio con questa frase il blog del mio spaces, ovvero con la frase che mi ha portato a leggere “Le diable au corps” di Raymond Radiguet.
Non ricordo dove lessi questa frase, so solo che tanto mi entusiasmava scoprire quale era il contesto in cui l’autore la scrisse nel suo libro che non solo andai in cerca della fonte, che ancora ignoravo, ma anche e soprattutto de libro. Beh ora non voglio fare una relazione del libro, ma riflettere su quello che è stata la mia riflessione dopo averlo letto. Sicuramente la novità porta piaceri, porta anche gioia, ma sono sensazioni temporanee, passeggere che si dissolvono poco dopo… l’abitudine invece può darti quel benessere che dura nel tempo, che non svanisce… Basti pensare alla solitudine che si prova quando ci si trova da soli in un letto a fissare il soffitto, senza nessuno a fianco, senza qualcuno che anche soltanto con la sua presenza ti dia il suo calore, che condivida quegli attimi, magari fatti anche della sola presenza, che però restano. Si, concordo con Radiguet che mangari anche una cosa banale porti al benessere interiore di cui tutti prima o poi abbiamo bisogno. Infatti nella vita, chi prima chi poi , si sente la necessità di trovare qualcuno con cui condividere questi momenti, non ricercando più la novità ma dedicandosi a questa routine di benessere… fatta anche di novità…